Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Inizio di stagione esaltante!

bolloliSilvio: il cammino dell’Alessandria prosegue imperterrito, siamo a quota 5 vittorie in 5 partite e sul punto di superare un record che resiste da circa 90 anni!

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L’inizio di stagione dell’Alessandria è stato a dir poco esaltante, più di quanto non si sia visto sul campo.

Perché fai questa affermazione?

L’Alessandria ha non pochi margini di miglioramento dal punto di vista della qualità del gioco (anche se non so quanto Braglia tenga a questo).

Questa affermazione, poi, me la devi spiegare…

Tra poco… ma quello che si è fatto in queste giornate è fondamentale per il prosieguo del campionato.

Perché?

E me lo chiedi? Queste vittorie sono tutto fieno in cascina che l’Alessandria potrà trovarsi alla fine della stagione e stanno sollevando alle stelle il morale dei ragazzi e dimostrando come i grigi siano una sorta di piccola corazzata.

Cosa ti spinge a fare questa affermazione?

Innanzitutto la statistica, in questo momento favorevole ai grigi in modo impressionante. Ti fornisco qualche dato: in queste prime cinque partite abbiamo realizzato 8 gol, a una media, non particolarmente esaltante, di circa 1,5 reti a partita, ma quello che è più impressionante è la statistica delle reti subite, appena 2, cioè a dire meno di mezzo gol a incontro. Questo significa che l’Alessandria ha una capacità di difendersi di ferro e poi c’è un altro aspetto.

Quale?

Osserviamo la qualità delle formazioni con cui ci siamo scontrati: Lucchese, Arezzo e Livorno sono tutte pretendenti ad un posto play-off e anche le due piacentine non mi sono dispiaciute: l’Alessandria, sulla carta, ha vinto praticamente 5 scontri diretti e anche questo è un dato di assoluto rilievo.

Insomma, sta andando tutto bene.

Senza alcun dubbio sì: se la tua domanda è se sta andando tutto bene, la riposta non può che essere sì.

E allora perché sostieni che ci siano margini di miglioramento?

Perché dal punto di vista della qualità della manovra e del coordinamento tra i singoli l’Alessandria può migliorare ancora molto, basti pensare che qualche volta ci si affida al lancio lungo e che Braglia ripone molto affidamento sull’estro e sulla velocità dei suoi esterni alti. Nel momento in cui l’Alessandra riuscirà a migliorare ulteriormente il gioco palla a terra anche per vie centrali allora, mantenendo questo andamento e magari segnando qualche gol in più, potrà dirsi veramente perfetta.

Perché hai sollevato dubbi su quello che veramente Braglia vuole?

Perché Braglia, ai miei occhi, incarna la perfetta figura dell’uomo di calcio, qualcuno potrebbe dire del vecchio (nel senso del mestiere) marpione che sa trovare molto bene la quadratura del cerchio e che sa andare dove vuole. Braglia è il tipico allenatore che, a mio sommesso avviso, non cura particolarmente l’aspetto estetico e soprattutto non se ne cura più di tanto: è uno che bada alla sostanza cioè a non prenderle e a segnare almeno un gol in più dell’avversario: una visione che può portare molto lontano, anche se non è amata da tutti.

Preferiresti vedere l’Alessandria giocare come il Barcellona?

Mi stai ponendo una domanda da eterno dilemma del calcio, quasi una sorta di Trapattoni contro Sacchi fine anni novanta: come qualunque appassionato di calcio mi piacerebbe vedere partite spumeggianti accompagnate da risultati vittoriosi; devo però ammettere una cosa e cioè che, quando si sostiene una squadra, la si vuole innanzitutto vedere vincere e quindi, sotto questo profilo, ben venga anche un gioco non ancora al massimo della brillantezza quando ci sono questi risultati e, soprattutto, questo impressionante filotto di successi.

L’Alessandria ti suscita particolari ricordi?

Anche se non sono interista, debbo riconoscere che sotto certi aspetti il modo di farla giocare di Braglia mi ha ricordato, ovviamente in formato ridotto, Josè Mourinho: la squadra è solida, quadrata, molto brava a non prenderle, ma, con una sorta di alchimia che solamente i veri calciofili possono comprendere, riesce a colpire al momento giusto con le sue punte come Gonzalez (che fa reparto da solo) e poi, quando la situazione si rende difficile, può contare su una difesa e soprattutto su un super portiere quale, in questo momento, secondo me, è Gianmarco Vannucchi.

Allora possiamo dire che Di Masi, quest’anno, l’ha imbroccata?

Veramente Di Masi non ha fallito nelle due precedenti stagioni,. Anzi, ha sempre allestito organici di prim’ordine, purtroppo non è arrivata l’agognata promozione, ma quest’anno ha fatto qualcosa in più, con una rosa di prim’ordine e, soprattutto, di grande sostanza atletica; una panchina lunga (che può permettere ai grigi di schierare quasi due formazioni titolari) e un allenatore che forse è veramente l’uomo giusto al momento giusto.

A questo punto che cosa ti aspetti dai grigi nell’immediato prosieguo di campionato?

Che continuino a vincere giocando sempre meglio.

 

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