Ci hanno scippato tre punti…Si puo’ dire?

Un’altra uscita tra gli applausi, un’altra (mezza) delusione che però viene mitigata dall’impegno, e dalla qualità di gioco della squadra. Un segnale di attaccamento….. ma anche di compartecipazione per la  rabbia, repressa con difficoltà, prodotta da novanta minuti di “presa in giro”. Perrotti, l’arbitro di Alessandria-Como ha interpretato in modo tutto suo lo svolgersi dell’incontro, ha “  lasciato fare “ pensando di velocizzare il gioco, ha spesso interpretato male gli avvenimenti, due falli assegnati in modo sbagliato, un “rosso” comminato a Arrighini senza motivazioni plausibili, un rigore – netto – non dato. Arbitraggio al limite della “presa in giro”, con la chiosa di un  giornalista comasco che in sala Stampa  si è lasciato scappare un …“ha arbitrato all’inglese”. “Inglese” un piffero… e per la prima volta si è visto Scazzola innervosito per una serie di sviste che, a esser buoni, definiamo “non volute”.  Una partita che, in barba alla ruvidezza dei comaschi, si sarebbe potuta e dovuta vincere. Così non è stato. In questo modo il distacco dal Monza comincia ad essere pesante e, guarda caso… proprio dopo la settimana in cui era stato scavalcato, seppure per una notte. Da allora decisioni arbitrali discutibili, pali, piccole flessioni di rendimento…hanno fatto il resto. Il rigore contro il Pontedera era chiaro come il sole, così come lo era quello di questa domenica contro il Como ai danni di Pandolfi. Tre punti tondi tondi sottratti… è ben diverso essere a meno due o a meno sei… Si vede che a qualcuno diamo fastidio.

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Pirrotti, a rigor di logica e regolamento, non dovrebbe  più arbitrare ma il peso della Società presso la Lega di Serie C a Roma dovrebbe essere ben diverso. La squadra c’è, l’allenatore pure, la città piano piano si accorge del “plus” che possono dare i “Grigi”. Anche gli sponsors cominciano a crederci. E una squadra in serie B qualifica tutta una città e il suo territorio, tessuto commerciale/industriale compreso. Ecco il punto… un’ingiustizia verso questi giovani sportivi è, in realtà, un affronto ad una città intera. Poi , è vero, i primi venti minuti del secondo tempo ci hanno visti molli e “bassi” in campo, ma questa volta si è vista una reazione, tanto al gol lariano quanto all’ingiusta espulsione. Si sarebbe anche potuto vincere con Celia e Pandolfi in barba all’arbitro e alla sfortuna… La ciambella non è riuscita col buco – per stavolta – ma i segnali ci sono tutti per tornare ad essere al vertice.        Pier Luigi Cavalchini