3×3 fa molto più di 9

Nell’ultimo biennio la pallacanestro 3×3 ha avuto una crescita incredibile tanto da divenire disciplina ufficiale nella prossima edizione dei Giochi Olimpici di Tokio 2020. Gran parte del merito di questo successo va ascritto a tutti coloro che nel “basket di strada” ci credono da anni (Matteo e Marco Armana in primis, per citare una realtà di casa nostra), ma un impulso decisivo alla definitiva consacrazione di questo sport lo ha sicuramente dato la nazionale femminile di basket 3×3 guidata da Coach Angela Adamoli. Esattamente un anno fa l’Italia si aggiudicava la Fiba 3×3 World Cup a Manila. Marcella Filippi, Rae Lin D’Alie, Giulia Ciavarella e Giulia Rulli avevano la meglio su Stati Uniti, Cile e Russia portando a casa il primo titolo mondiale del basket italiano. Anche Special Olympics Italia si sta muovendo in questa direzione accogliendo l’invito di SOI a prendere parte al FIBA Open 3×3 unificato di Mies del 15 e 16 giugno. Una rappresentativa composta dagli Atleti Nduwke, Buzzolo, Fishta e dai partner Favretto e Greco guidata dai Coach Petrozzi e Vettorello si confronterà con altre 11 nazioni europee per promuovere lo street basket. Approfittando del raduno della nazionale femminile a Torino, in preparazione agli imminenti Campionati Mondiali di Amsterdam, Petrozzi e Di Taddeo, in rappresentanza dello Staff Tecnico Nazionale della pallacanestro Special hanno avuto l’opportunità di assistere ad un allenamento delle Azzurre presso il Centro Sisport. Un’occasione di crescita e un momento di scambio con Coach Adamoli che ha raccontato la sua idea di pallacanestro manifestando l’intenzione di imparare a conoscere meglio il movimento cestistico inclusivo. “Il 3×3 non ha confini” ha chiosato Adamoli ricevendo la maglia celebrativa del 50° anniversario della nascita di Special Olympics “e spero di avere presto la possibilità di partecipare ad un vostro evento per condividere sul campo la nostra comune visione della pallacanestro”.

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