Andrea Paroni: “Ci aspettiamo una partita difficile. Ogni 27 maggio su Facebook mi arrivano messaggi da Alessandria per il goal al Casale”

whatsapp-image-2019-03-13-at-09-41-32Sabato pomeriggio al Moccagatta arriverà la Virtus Entella, prima in classifica ma con qualche partita ancora da recuperare per via delle anomalie di questo campionato. “Siamo in testa – spiega Andrea Paroni, portiere della squadra di Chiavari – e abbiamo ancora tre recuperi da affrontare, in due settimane affronteremo 5 partite ma ormai non è più una novità giocare così spesso. Dall’inizio del campionato sono state davvero poche le gare che siamo riusciti a preparare avendo a disposizione tutta la settimana per lavorare, per cui le difficoltà che si affrontano sono abbastanza oggettive e il recupero delle energie fisiche è, senza dubbio, una di queste. Il Mister magari delle volte è stato ‘costretto’ a non poter mettere la sua formazione ideale ma allo stesso tempo abbiamo guardato la parte positiva di tutto questo ovvero che ci siamo sempre sentiti tutti importanti. Chi non è titolare il sabato lo può essere dopo tre giorni e questo tiene alta la concentrazione, tiene alta la competitività all’interno del gruppo e ciò ci ha dato modo di essere concentrati sull’obbiettivo di squadra e di mettere in secondo piano un eventuale capriccio personale”.

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Nonostante la visibile differenza di punti in classifica, Paroni non ha dubbi. “Ci aspettiamo una partita difficile – prosegue il portiere ligure –. Sappiamo di non dover essere presuntuosi, anche perché non ce lo possiamo permettere. Le ultime trasferte di Cuneo e Lucca ci dovrebbero aver insegnato proprio questo. Ci aspettiamo una squadra che col cambio allenatore ha ottenuto dei punti importanti e che, rispetto a qualche settimana fa, ha ritrovato più entusiasmo. Una squadra che ha voglia di lottare in questo finale per raddrizzare un’annata forse non positiva, visito che gli ultimi anni si era presentata come squadra importante per la categoria. Un Orso ferito non va sottovalutato ma è vero anche che noi vogliamo vincere il campionato e per farlo le nostre motivazioni dovranno essere maggiori a tutto questo per cercare di portare via punti da Alessandria”.

Un giocatore che pensa solamente all’Entella e non guarda oltre. “Sembra una frase fatta ma ora non ci sono energie da spendere per pensare al proprio futuro o al proprio orticello – continua Paroni -. Se a oggi siamo davanti è proprio per questo, perché ragioniamo da squadra. L’ho detto anche prima. Il futuro importante è solo quello che riguarda il nostro gruppo, lo staff, la società e i tifosi ovvero quello di vincere questo campionato”.

Andrea Paroni, però, in Alessandria è famoso non per essere il portiere dell’Entella ma per aver condannato il Casale. “Più che condannato il Casale – racconta il giocatore –, gli ho precluso la possibilità di giocarsi una finale playoff. Finale che avrebbe potuto poi riservargli un futuro magari diverso. Inevitabilmente è stata una delle partite più importanti della mia carriera e le emozioni di quel giorno sono qualcosa di indescrivibile a parole per cui non nego che spesso mi riguardo le immagini della gara su YouTube per rivivere quei momenti. L’andata era finita 3 a 2 per noi mentre a Casale a inizio secondo tempo eravamo sotto per 2 a 0. Il goal di Falcier (anche lui merita una menzione perché fece 4 dei 5 goal segnati da noi in questa doppia semifinale) ha riaperto la partita e alcuni miei interventi ci hanno permesso di arrivare al 95esimo e giocarci il tutto per tutto all’ultimo calcio d’angolo: parte il cross, colpo di testa ancora di Falcier che colpisce la traversa dopo un rimbalzo ed io, che ero l’unico non marcato in area, sono riuscito a prendere il tempo sui difensori che cercavano di prendere posizione sui miei compagni. A un metro dalla linea dovevo solo spingerla dentro e così ho fatto. Poi la corsa a esultare sotto i nostri tifosi bloccata a metà da tutta la squadra che mi ha placcato per abbracciarmi in qualcosa di assurdo. Un portiere che al 90° e oltre fa goal. Fa pareggiare una partita che significa finale play off. Un portiere sogna di essere determinante in partita con patate all’incrocio, con parate a tu per tu con l’attaccante lanciato a rete, con un rigore parato. Io personalmente non avevo mai pensato di poter segnare un goal… la realtà è voluta andare ben oltre i miei sogni regalandomi questa emozione unica”. Proprio per questo aveva ricevuto la visita di alcuni tifosi alessandrini. “Esattamente – prosegue –. Il girono della finale d’andata contro il Cuneo una delegazione di tifosi Grigi è venuta a Chiavari per omaggiarmi di una targa. È stato qualcosa inaspettato. Ogni 27 maggio su Facebook mi arriva sempre qualche messaggio (forse più di qualche ahahah) da Alessandria per ricordarmi che è l’anniversario del mio goal al Casale”.

Essendo diventato, per quel goal, l’idolo della Nord senza mai aver indossato la maglia Grigia dovrà aspettarsi qualche ovazione dai tifosi locali. “Sinceramente – conclude Paroni – non ho mai pensato a questa cosa. Sabato saremo avversari, per cui nei 90 minuti per i tifosi Grigi non penso che conterà il nome che portò dietro la schiena ma conterà quello che ho davanti, ovvero Entella. Ed è giusto che sia così. Quello che mi aspetto quindi, è che i tifosi sostengano per tutta la gara l’Alessandria e a noi toccherà fare i conti anche contro quello che solitamente è il vostro dodicesimo uomo in campo”.

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