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02. Serie A

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La sfida più attesa dell’ottava giornata di Serie A non sancisce né vincitori né vinti. Al Meazza il derby d’Italia tra Inter e Juventus si conclude con uno scialbo 0-0, che non smuove la classifica, né da una parte né dall’altra. Partita equilibrata, bloccata, in cui a prevalere è la tattica, a dispetto di una qualità tecnica non eccelsa. Mancini schiera una squadra fisica con, in mezzo al campo, due mastini come Medel e Felipe Melo. I nerazzurri faticano a creare occasioni da gol; la manovra è lenta e prevedibile. Le poche verticalizzazioni non consentono a Icardi di rendersi pericoloso e, questo match, conferma quanto sia indispensabile Jovetic per la squadra di Mancini. In parole povere: il pareggio va più che bene. Le prime cinque partite hanno, probabilmente, gettato un po’ di fumo negli occhi dei tifosi nerazzurri. Inter: Champions sì, scudetto, per ora, no. Juventus in crescita. Dopo la sconfitta di Napoli, Allegri pare abbia trovato la soluzione tattica ideale, anche se l’assenza di un bomber di razza si fa sentire: solo nove gol segnati in otto partite, a dimostrazione di quanto fatichi la Vecchia Signora ad andare a rete. Il tecnico toscano sta pian piano ricomponendo il puzzle: “dimezziamo lo svantaggio entro Natale e giochiamoci lo Scudetto da marzo”. Questo è il nuovo diktat dalle parti di Vinovo.
L’altro big match di questo turno di campionato si è disputato al San Paolo e ha messo di fronte Napoli e Fiorentina. Le due migliori realtà di questo campionato ancora indecifrabile, regalano una bellissima partita in cui a spuntarla sono i partenopei che grazie alle reti di Insigne e Higuain, intervallate dal momentaneo pareggio di Kalinic, ottengono la terza vittoria consecutiva. Solida e ordinata, la Fiorentina resta in partita per tutti i 90′, mostrando di poter rimanere tranquillamente nei piani alti della classifica. La squadra di Sarri continua a volare. Dopo aver sconfitto Lazio, Juventus e Milan, cade un’altra big: la parola che inizia per “S” e finisce per “O”, da quelle parti, per motivi scaramantici, non è pronunciabile. Anche se…
Il Milan non sa più vincere. Nell’anticipo del sabato sera, i rossoneri vengono bloccati in trasferta dal Torino: 1-1 il risultato finale. Piccoli segni di ripresa per il Diavolo che, dopo il poker subito contro il Napoli, passa al 4-3-3 con l’inserimento di un rispolverato Alessio Cerci. Il principale ostacolo per i rossoneri si rivela la paura. La paura di vincere. Dopo il vantaggio di Bacca, i rossoneri smettono di giocare, subiscono l’1-1 di Baselli e rischiano, nel finale, persino di perdere. Il problema del Milan, è il Milan stesso. Riuscirà Mihajlovic a scacciare i fantasmi del passato e a dare una fisionomia ben delineata alla propria squadra? Sarebbe l’ora.
Vincere con il minimo sforzo. La Roma prosegue su questa strada: contro l’Empoli i giallorossi vincono 3-1 e salgono a quota 17 punti. Ma a lasciare interdetti è ancora il gioco. A sbloccare il match, fino a quel momento pallido e fermo sullo 0-0, è una punizione di Pjanic, quarto gol stagionale per lui. La squadra di Garcia dilaga con le reti di De Rossi e Salah, mentre è di Buchel il gol della bandiera per l’Empoli. Giusto e intelligente sfruttare le enormi qualità dei singoli, ma, alla lunga, l’assenza di una struttura di gioco ben collaudata potrebbe creare dei grattacapi ai capitolini, soprattutto nei match più probanti. Detto ciò, Garcia sorride: la vetta della classifica è distante solo un punto.
Spiccano le vittorie di Sassuolo e Frosinone contro, rispettivamente, Lazio e Sampdoria. Iachini salva la propria panchina: il Palermo supera il Bologna per 1-0; chi rischia di saltare adesso è Delio Rossi. Successo casalingo per l’Atalanta che annienta con un netto 3-0 il Carpi. Vittoria importante per il Genoa che al Ferraris batte 3-2 il Chievo mentre nel match del Bentegodi tra Hellas Verona, unica squadra ancora a secco di vittorie, e Udinese, le squadre non vanno oltre l’1-1 finale.
Tutto invariato: la Fiorentina mantiene la vetta solitaria, Roma, Inter e Napoli inseguono a distanza ravvicinata, Milan e Juventus sgomitano nelle retrovie.

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