Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Il 2011 brucia ancora, ma adesso è più lontano

Anche la luna ha salutato il successo dell’Alessandria sulla Salernitana, che non solo ha eliminato i detentori della Coppa Italia di Lega Pro, i camnpani, ma ha “vendicato” la sconfitta di tre anni fa nel primo turno dei playoff per la serie B, soprattutto quando l’arbitro concesse un rigore inesistente ai granata per un fallo nettamente fuori area di Cammaroto su Fabinho.

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La squadra del trainer Somma è apparsa incartata e ha sofferto oltremisura il pressing e la solidità dei Grigi, andati in gol (un eurogol) quando Mezzavilla da fuori area ha scoccato un fendente velenoso che è andato a spegnersi in porta per l’1-0 poi finale. La Salernitana è pervenuta mai in zona tiro dalle parti di Nordi, mentre i ragazzi di Mister D’Angelo hanno giocato di rimessa e si sono affidati ai calci piazzati.

La ripresa è corsa via senza sussulti, con una Salernitana che è restata asfittica in fase conclusiva e si è impelagata spesso tra le maglie dello schieramento avversario. Forse aiutata non poco da un arbitro troppo propenso a sventolare i cartellini gialli nei confronti dei giocatori in maglia grigia.

Al 28’ Gori ha dovuto prodigiosamente mettere una pezza alla conclusione di Obodo (molto positiva la sua prestazione) facendo strozzare in gola l’urlo di gioia per il raddoppio agli encomiabili tifosi della Nord. Il talento annunciato (e temuto dall’Alessandria) di Gabionetta non ha brillato a causa di acciacchi fisici, anzi, il sudamericano ha rimediato i fischi di tutto il Mocca quando sul finire del match, nel restituire palla agli avversari dopo l’infortunio di un giocatore di casa, ha mandato la palla a sbattere sulla traversa della porta difesa da Nordi.

Sono stati i Grigi, dunque, a guadagnare l’accesso al turno successivo della Tim Cup che li ha visti opposti al Lanciano, sognando poi un match dal pathos unico e inimitabile, quello contro il Genoa.

Lo stesso Obodo e Spighi sono stati i migliori nello schieramento di D’Angelo, che aveva fatto vari esperimenti nell’ultima rifinitura, ma alla fine si è affidato al 4-4-2: Nordi tra i pali, difesa con Sosa, Ferrani, Terigi e Nicolao, centrocampo composto da Spighi, Obodo, Mezavilla e Mora, in avanti l’ex Matteo Guazzo e Rantier.

È invece stato Lanciano l’avversario del Genoa nel terzo turno di Coppa Italia. Gli abruzzesi hanno infatti battuto in casa loro l’Alessandria 1-0 con gol di Thiam.

A parte Sabato, Cavalli e Sirri tutti gli altri erano a disposizione.

L’Orso ha giocato contro una squadra di categoria superiore che lo scorso anno non ha raggiunto i play-off solo per un punto che, tra l’altro, ha praticamente mantenuto lo stesso organico.  I rossoneri hanno superato dunque il turno dopo una gara sostanzialmente dominata.

Il primo Lanciano di Roberto D’Aversa è bello e vincente. Contro l’Alessandria (Lega Pro con serie ambizioni di promozione) è stato calcio d’agosto fino a un certo punto. Missione compiuta, dunque, per D’Aversa, che è riuscito laddove non sono riusciti i suoi maestri di panchina: Gautieri prima e Baroni poi avevano entrambi fallito la “prima”, steccandola rispettivamente contro Crotone e Benevento. D’Aversa no, la prima non l’ha steccata grazie a un Thiam formato deluxe che si candida seriamente ad essere la rivelazione della stagione in B. Da 9, come recita sulle spalle il suo nuovo numero di maglia, l’attaccante senegalese ha giocato una partita da incorniciare, fatta di tanta corsa e innumerevoli scatti: quello decisivo è arrivato al 39’ del primo tempo, su un errore in disimpegno di Ferrani. Il destro a girare che lascia immobile Nordi è il giusto premio per una Virtus aggressiva e propositiva, schierata con il 4-3-3 da D’Aversa, che si mette in scia così ai suoi due illustri predecessori.

La Virtus poi ha avuto altre occasioni per raddoppiare e chiudere la partita e forse questa è stata l’unica pecca di una partita che è stata praticamente sempre saldamente nei piedi dei rossoneri. Da parte sua la compagine di D’Angelo ha saputo contenere e mantenere un assetto prudente senza più soccombere. Nel finale buona chance per Taddei (subentrato a Valentini) ma la conclusione è troppo debole. Nulla da fare per i Grigi, che hanno visto così sfumare il sogno di giocare contro il Genoa una sfida unica per pathos e blasone.

I Grigi si apprestano ad iniziare il campionato con i migliori intenti e le giuste ambizioni di fare più che bene.

La campagna acquisti è stata interessante. Gli ultimi arrivati sono il portiere Emanuele Nordi dal Trapani (le calde piazze del sud lo ha formato moltissimo. I suoi modelli: “Handanovic e Peruzzi. Forse due portieri agli antipodi ma comunque due grandissimi atleti. Poi a me piace essere me stesso”) e il forte centrale Ferdinando Vitofrancesco, classe 1988, 106 presenze in B, tra i protagonisti della promozione del Perugia in serie cadetta, che ha sottoscritto un contratto annuale con la società di patron Luca Di Masi.

La preparazione nel ritiro valdostano di Brusson ha forgiato un organico in grado di poter andare ad abitare i cosiddetti piani alti del condominio. Il precampionato ci ha anche regalato l’emozione del match internazionale con i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, club della Bundesliga, che ha vinto solo nel finale per 3-2. E un Julien Rantier già in ottima condizione.

In Tim Cup a Lanciano si è infine infortunato Luca Mora: l’esterno sinistro grigio dovrà rimanere fermo per almeno quattro settimane; il referto medico ha stabilito che il centrocampista parmigiano ha riportato la  distrazione di primo grado del bicipite femorale della gamba destra. Un vero peccato.

 

Mario Bocchio

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