Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Alessandria 0 – Lecco 0: un pareggio che non serve a nessuno

Poteva finire con una vittoria per i Grigi se Eusepi, in apertura di secondo tempo, avesse insaccato il più sacrosanto dei rigori. Purtroppo, fortunosamente, Pissardo è riuscito a deviare il pallone in angolo non permettendo il vantaggio dei Grigi. Come allo stesso modo, poteva finire con una vittoria dei lombardi di Lecco se i tiri di Capogna prima e Iocolano, in più occasioni, fossero andati a segno.
Non molto altro di importante da segnalare riguardo ad una partita, quella tra Alessandria e Lecco , giocata soprattutto sui contrasti a centrocampo e sulle ripartenze. Squadre entrambe  ben impostate  con alcune novità in casa grigia. Di Gennaro e Sini si sono dimostrati all’altezza e non hanno fatto rimpiangere Cosenza e Bellodi.
Buono il loro inserimento nel gioco, molto agonistico e con continui contrasti, con il centrocampista Giorno che, finalmente, ha svolto appieno il suo ruolo di regista. Buona la sua prestazione, come quella di Parodi e Prestia, mentre da Casarini, seppure meglio di altre volte, ci aspetteremmo molto di più. Il primo tempo comincia con pressing alto dei ambedue le compagini e con pochissime occasioni fino al 28esimo, quando Capogna, di testa impegna severamente il sempre ottimo Pisseri. Già da queste ripartenze veloci si capisce che il Lecco non sarà un cliente facile per l’Alessandria e, continuando sulla pressione reciproca fino alla fine del primo tempo, tranne l’occasione descritta, non c’è stato molto altro.
Tranne al 40esimo quando uno spunto del sempre pericoloso “ex” Iocolano costringe Pisseri ad un difficile intervento.  Si riprende con le stesse formazioni e con atteggiamenti simili delle due squadre. Su una delle molte mischie in area lombarda, allo scoccare del quinto minuto della ripresa,  viene sanzionata una delle molte trattenute dei lecchesi e, con l’arbitro Catanoso a due passi, viene indicato il dischetto del rigore. Il tiro a colpo sicuro è di Eusepi che spiazza il portiere ma incappa nella punta della scarpa di Pissardo. Fuori di poco. Il centravanti nativo di Tivoli, probabilmente, ha pagato con un tiro mal calibrato un primo tempo zeppo di colpi alle gambe e di strattoni continui.
Anche Corazza, altra punta fissa dello schieramento alessandrino, ha fatto molta fatica a sganciarsi dalla ferrea pressione dei blu-celesti (per l’occasione in completo bianco) e solo in pochi casi è riuscito ad entrare in area avversaria con la palla al piede. Se per Eusepi il giudizio non può che essere insufficiente, per Corazza è solo a malapena di sufficienza. Intanto passano i minuti e si vede che la partita sta prendendo una piega differente.
Da una parte il Lecco, che ha molto speso nella prima frazione, dà segni di affaticamento e non arriva più in velocità sui vari palloni giocati, mentre  i “Grigi” riprendono pian piano il controllo del centrocampo e provano ad innescare in avanti soprattutto Parodi e, poi, Arrighini e Mora.
Ma il quadro generale non cambia. Sterile pressione grigia e ripartenze, sempre più rade dei lecchesi. Ci provano anche dalla media e lunga distanza DiQuinzio e Bruccini ma la musica non cambia. Fino all’ 85esimo quando il solito Iocolano mette in allarme la difesa grigia con una azione personale culminata con un bel tiro, ben parato – ancora una volta – dall’attento Pisseri. E’ ancora, però, l’Alessandria ad avere il pallone del possibile vantaggio in extremis. Di Gennaro, sbucato dalle retrovie su azione di calcio d’angolo, batte a rete di testa a colpo sicuro…ma per qualche centimetro la palla è fuori. Praticamente la partita finisce lì con un pareggio che, onestamente, rispecchia i valori espressi in campo ma che, purtroppo non serve a nessuna delle due squadrenell’obiettivo primario: avvicinare Como e Renate. Vedremo che succederà nei prossimi impegni.
Moreno Longo, il nuovo allenatore dei Grigi, si è detto soddisfatto della prestazione, contro una squadra “difficile”, aggiungendo una frase importante: “Calma…Il campionato è ancora lungo”. Verissimo.
E forse il turn over riservato a Mustacchio, Cosenza, Bellodi con la conseguente messa in osservazione di Frediani e Stanco (entrati nel finale) è da leggere in questo senso.

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Foto di Maurizio Mazzino