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MOTOGP: EPILOGO CLAMOROSO A SEPANG!

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È successo. Proprio ciò che Valentino Rossi non avrebbe mai sperato accadesse, è successo. Inconsueto, ambiguo, stravagante, scriteriato, caotico. Potremmo dilungarci ancora. Per descrivere il weekend malesiano, in cui si è disputato il penultimo appuntamento del Motomondiale, potrebbero essere utilizzati altri mille aggettivi, ma preferiamo fermarci qui.
Partiamo dalla fine: a Sepang trionfa Pedrosa che, dopo aver centrato una pole position strepitosa, conduce la gara dal primo all’ultimo giro, strameritando la vittoria finale. Alle sue spalle si piazzano le due Yamaha di Lorenzo e Rossi. Fino a qui, nulla di eclatante. La trama della corsa, però, lo è eccome. I protagonisti indiscussi rivelano essersi Valentino Rossi e Marc Marquez. L’episodio clow della gara avviene al settimo giro: dopo un estenuante duello, Valentino alla curva 14 porta furbescamente all’esterno lo spagnolo, rallentando evidentemente. Il contatto è inevitabile e, a farne le spese, è il Cabroncito, che perde il controllo della sua Honda e cade a terra. Riavvolgendo il nastro, di casuale in questa contatto c’è ben poco. Giovedì in conferenza stampa, il pilota di Tavullia non le ha mandate a dire, lasciandosi andare a dichiarazioni pesantissime: “Marquez vuol far vincere il titolo a Lorenzo. A Philip Island aveva un passo superiore agli altri, ma ha sempre giocato per cercare di far andare via Lorenzo, e tenermi dietro a lottare con Iannone e gli altri. È arrabbiato con me per una questione personale.” Wow, un Valentino assolutamente inedito. Le parole di Rossi hanno avuto un impatto mediatico straordinario, nessuno si sarebbe aspettato delle dichiarazioni di questo tipo. Ma, probabilmente, il Dottore ci aveva visto lungo. In Malesia si presenta una situazione analoga: Marquez ostacola Rossi, impedendo in primis a se stesso e, di conseguenza, al nove volte campione del Mondo di poter raggiungere la coppia Pedrosa-Lorenzo. Il duello va avanti per più giri, fino alla settima tornata, quando accade l’episodio incriminato. Lo spagnolo dichiara di aver ricevuto un calcio da Valentino, il quale invece afferma a sua volta di aver perso il piede dalla pedana, smentendo dunque questa allusione. Per il Dottore nessuna penalità, nessuna bandiera nera. Al termine del GP, la Direzione gara lo sanziona con 3 punti di penalità sulla patente MotoGP e l’ultimo posto in griglia a Valencia. Tradotto: sogno Mondiale quasi svanito. Con solo 7 punti di vantaggio, in caso di vittoria di Lorenzo a Valencia, il 46 dovrebbe arrivare addirittura 2° per mantenere l’esiguo vantaggio.
Le colpe in questo caso vanno suddivise. Rossi ci è cascato. Aveva intuito qualcosa e sperava che, parlando pubblicamente del “caso Marquez”, avrebbe tratto qualche vantaggio. Invece, al contrario, Marquez gli rimette i bastoni tra le ruote e lui perde la testa, peccando di ingenuità e uscendo sconfitto per la prima volta in carriera da un confronto psicologico. Rimpiangerà per tutta la vita questa gara. Dall’altra parte, Marquez non ne esce bene. Perché duellare in maniera così “decisa” per il 3° posto invece che provare a raggiungere Pedrosa e Lorenzo in vetta? Qualcosa stava tramando in fondo e le perplessità sulla sua condotta di gara rimangono. L’odio sportivo nei confronti di Rossi, gli offusca la mente.
“Non so se vado a Valencia. Io a prenderla nel culo e stare zitto non ci sto”. Epilogo triste di un Mondiale, fino ad oggi, perfetto, che avrebbe potuto regalare al Dottore la tanto agognata “Decima” e che, invece, non lascia che un boccone molto amaro da digerire.

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