Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

L’Alessandria vince ad Olbia…ma che fatica…

Missione compiuta. Si dovevano prendere i tre punti e si sono presi…ma la fatica è stata tanta e, soprattutto, si sono evidenziate le pecche di una squadra che caratterizzano i “Grigi” da inizio stagione. Per cominciare, come spesso facciamo, esaminiamo i due minuti cruciali della partita. Siamo ormai sul 2 a 1 per i Grigi, risultato maturato nel primo tempo, ed è scoccato il minuto 87. Si è, pertanto, in vista del traguardo e, su una delle poche ripartenze dell’Alessandria nel corso del secondo tempo, il laterale Rubin crossa da manuale verso l’estremo opposto, riuscendo a scorgere con la coda dell’occhio un liberissimo Casarini. Tiro a colpo sicuro di quest’ultimo, da non più di otto metri…fuori. Era l’occasione giusta per chiudere definitivamente una partita tutt’altro che facile, con un avversario attrezzato in ogni reparto, invece si è dovuto ancora soffrire per una decina di minuti.
Anzi, come corollario dell’errore precedente, sul capovolgimento di fronte successivo, i bianchi isolani – nell’ennesima mischia a centro area alessandrina  – stavano per pareggiare con il giovane Cocco.
E non ci sarebbe stato nulla da obiettare. Infatti l’Olbia si è dimostrata compatta e autorevole a centrocampo, abbastanza pericolosa in avanti, solo con qualche pecca in difesa che ne ha condizionato il rendimento. Resta il fatto che con il tre a uno saremmo stati più tranquilli e padroni del nostro destino…invece non è stato così. E si deve solo ringraziare, per la terza o quarta partita consecutiva, l’ottima prestazione (sicuramente da “otto”) del portiere Pisseri che ha salvato in più occasioni il risultato. Importantissimo, se pensiamo al salto di tre punti in classifica e alla conseguente pressione che andrà a pesare su Renate e Como.

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Per la verità la partita era cominciata nel modo migliore per i Grigi, evidentemente preparati a dovere da mister Longo rispetto alla necessità di premere subito alla ricerca del vantaggio. Già al secondo minuto Mustacchio gira di testa a rete un pericoloso traversone e tre minuti dopo, durante un’azione filtrante con Arrighini atterrato in piena area, si creano le condizioni per il primo penalty della partita. Sul dischetto si presenta Corazza che non sbaglia. Uno a zero. L’Alessandria continua a pressare alta e a recuperare palloni a centrocampo con i galluresi  in difficoltà e con problemi di gioco specie in fase di costruzione.
Su un lancio lungo dalla difesa sarda, capitan Cosenza, buona la sua prova a conferma di un periodo positivo, azzecca il più classico dei tiri della domenica che va ad ingannare il portiere Tornaghi. Viene descritto come un autogol dell’estremo difensore sardo ma noi propendiamo per una segnatura bella e buona a vantaggio di Cosenza. Da questo momento, e siamo appena ai primi venti minuti, la partita cambia. I “bianchi “ dell’Olbia conquistano sempre più campo e cominciano ad esprimere gioco ed idee. Questa abitudine a rinchiudersi e ad avere “amnesie” periodiche è una di quelle pecche a cui ci si riferiva all’inizio. Fatto sta che, comunque, dopo un doppio salvataggio su Ladinetti, arriva il vantaggio di Ragatzu. Anche questa volta la realizzazione è dovuta ad un rigore, concesso con un po’ di magnanimità dall’arbitro Caldera.
Il fallo di Parodi non era sicuramente dei più gravi ….ma in piena area anche un soffio di vento può essere motivo di sanzione. Tira Ragatzu, palo e rete. Si accorciano le distanze (siamo solo al 24esimo) ed inizia un percorso ad ostacoli per i “Grigi” che assomiglia molto ad una giostra in cui bisogna a tutti i costi scansare i colpi continui e ripetuti. Il centravanti Udoh si rende pericoloso al 27esimo e al 34esimo è Prestia a frapporsi tra Ragatzu e la rete con una provvidenziale scivolata che spinge il pallone in angolo. Altra parata salvifica di Pisseri a sei minuti dall’intervallo su bella punizione di Emerson che va a confermare  lucidità e  mobilità dell’estremo alessandrino.
Unico controcanto grigio, giusto allo scadere della prima frazione, con Parodi che riesce quasi a girare a rete un invito dell’onnipresente Mustacchio. Stesso copione nel secondo tempo con la retroguardia alessandrina attentissima, i tornanti Parodi e Mustacchio  che provano ad alleggerire verso Corazza e Arrighini ma, sostanzialmente, con una costante pressione dell’Olbia. Bisogna però attendere il minuto 15 della seconda frazione per rivedere in azione, di nuovo con maestria. Il portiere Pisseri. Questa volta di piede su un tiro non facile dell’ottimo “ bianco”  Ragatzu. L’allenatore dei “mandrogni” si rende conto di dover correre ai ripari e spedisce in campo forze fresche.
Si tratta di Rubin, Eusepi e DiQuinzio. Tre giocatori di provata esperienza, con buoni piedi e con la capacità di rallentare il gioco. Giusto quello che serviva a fronte delle folate offensive galluresi. Ancora Ladinetti si fa respingere da Pisseri un tiro al 75esimo e poi si arriva, come già segnalato, ai due minuti cardine della partita. Quelli che potevano sanzionare un pareggio, sostanzialmente giusto… oppure permettere all’Alessandria di chiudere prima le ostilità. Ultimo brivido con Stanco che di testa, in pieno recupero potrebbe portare a 3 il bottino “grigio”…ma va bene così. L’Alessandria torna dalla Sardegna con tre punti e può guardare i prossimi risultati con fiducia. D’altra parte, arrivati a questo punto, non saranno solo i risultati dei Grigi a fare la differenza ma, purtroppo, gli eventuali errori degli altri.