Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Soddisfatti, nonostante tutto

bolloli

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Silvio, pensavamo di essere imbattibili e abbiamo buscato due sconfitte nelle ultime tre partite.
E’ vero ma le notizie belle continuano ad essere superiori a quelle cattive.

Cosa c’è di bello nelle ultime tre partite dell’Alessandria?
Se guardiamo alle ultime tre partite quasi nulla, tant’è che abbiamo collezionato due sconfitte e una vittoria, alla desolante media di un punto a partita, segnando “appena” tre gol e subendone ben quattro: se guardiamo quindi alle ultime tre partite il ritmo dell’Alessandria è stato quello di una squadra da zona retrocessione ma le brutte notizie finiscono qui.

Dimmi allora quali sono le belle notizie
Intanto non dobbiamo dimenticare che l’Alessandria è entrata in un filotto di partite difficilissime, probabilmente il ciclo più duro in assoluto di tutto il campionato e poi la dea bendata ci ha decisamente dato una mano: infatti, proprio all’interno di un periodo cosi difficile, costellato di prove cosi importanti, i grigi sono riusciti non solo a non perdere terreno nei confronti della Cremonese (che era “risalita” a meno cinque dopo la sconfitta di Livorno) ma addirittura ad allungare il passo che oggi significa un vantaggio di ben sette lunghezze nei confronti dei grigio-rossi.

In altre parole….
In altre parole se i grigi hanno sofferto, i loro avversari hanno fatto ancora peggio e questo significa che anche nel momento, fino ad ora, più difficile della stagione l’Alessandria è riuscita a lasciare un bel solco tra se stessa e le più dirette inseguitrici. Quindi, pur nell’ambito della criticità, per certi versi, del momento, possiamo ritenerci soddisfatti.

A parte tutto cosa pensi non abbia funzionato nell’Alessandria delle ultime tre esibizioni?
Sono emerse alcune lacune che ci erano già piuttosto note. In primo luogo è venuto fuori come la difesa sia, per certi versi, il reparto meno attrezzato nell’ottica di un salto di categoria.

Vogliamo fare dei nomi?
Facciamoli pure, non nascondiamoci dietro ad un dito. Barlocco alla distanza è cresciuto molto, Piccolo sta disputato un’ottima stagione ma su Celjak e Gozzi ho qualche riserva in più.

Gozzi è stato spesso osannato dalla stampa.
Se andiamo a rivedere gran parte dei gol che l’Alessandria ha subito da qui all’inizio del campionato ci rendiamo conto che ci sono stati soventi inserimenti da parte di attaccanti avversari tra i due centrali difensivi dell’Alessandria, come se le marcature non fossero perfettamente funzionate. Non voglio muovere la critica ad un giocatore espertissimo e abituato a molti anni di Serie B come Gozzi, ma, in alcune occasioni, ritengo che i giusti automatismi tra lui e Piccolo non siano funzionati a dovere.

Per quanto riguarda Celjak?
Per quanto riguarda Celjak non è una novità: il terzino destro dell’Alessandria ha più le caratteristiche di un esterno di centrocampo che di un vero terzino, sappiamo che non è un “molosso” in fase difensiva, ma che è più bravo ad impostare, anche per le doti tecniche pregevoli di cui dispone. Non è un caso che molte azioni pericolose siano venute proprio dalla sua parte.

E a centrocampo?
E’ orami approvato che quando manca Cazzola il reparto va in sofferenza, anche perchè è l’unico giocatore che abbini fisicità e qualità in misura pressochè uguale.
In attacco qualcuno sostiene che Gonzalez sia in fase involutiva.
Cari amici di Vercelli e di Novara mi hanno reso edotto del fatto che il Cartero soffre di momenti di flessione nel corso della stagione, ma le qualità del giocatore sono tali che dobbiamo avere piena fiducia in lui.

Parliamo allora di Evacuo, un acquisto sul quale avevi sollevato più di una perplessità.
In un certo senso lo voglio ribadire: sia chiaro Evacuo è un giocatore straordinario per questa categoria, ma continuo a domandarmi se questo acquisto fosse veramente necessario e a questo punto non posso fare altro che augurarmi che il campo smentisca ogni mio dubbio.

Perchè questo?
Cominciamo a dire che Evacuo è un giocatore straordinario perchè ha vinto due Lega Pro, un titolo di capocannoniere di Lega Pro, un titolo di capocannoniere di Coppa Italia, una Coppa Italia di Lega Pro, una Supercoppa di Lega. E’ un giocatore che ha subito un infortunio piuttosto grave come la frattura della tibia, che ha calcato tutti i campi dalla Serie A alla Lega Pro e che ha acquistato un esperienza tale per cui è non solo un grande attaccante ma anche un uomo di forte personalità.

Proprio per questo hai avuto dubbi sul suo acquisto?
Anche per questo: non bisogna infati dimenticare che un attaco con Gonzalez, Iocolano Bocalon e Marconi non soffriva particolarmente di carenze di uomini ma poteva essere mantenuto cosi fino al termine della stagione. Con l’arrivo di Evacuo si prospetta innanzitutto una durissima concorrenza interna per un giocatore come Bocalon che, per bocca dello stesso Braglia, ha dimostrato di soffrire psicologicamente i momenti di pressione e poi una nuova personalità forte all’interno dello spogliatoio va sempre gestita con cautela (ma qui, per fortuna, abbiamo Piero Braglia).

Le malelingue dicono cha a Braglia Bocalon non piacesse molto…
Non penso siano malelingue. Oramai abbiamo capito fin troppo bene quali sono i giocatori che Braglia ama: giocatori fisici, dotati di piedi buoni, ma anzitutto pronti a votarsi al sacrificio della squadra, detto in altre parole grandi lavoratori. Bocalon, pur essendo di razza veneta (quindi lavoratore per definizione) ha dimostrato di avere caratteristiche da puro finalizzatore e di non essere troppo incline a giocare al servizio della squadra: non credo quindi sia un mistero che Braglia non lo ami alla follia proprio per queste ragioni.

Ed Evacuo ha le carte in regola per essere amato più di Bocalon?
Evacuo, almeno sulla carta sembra un giocatore più adatto alle esigenze di Braglia, più di quanto lo sia Riccardo Bocalon. A questo punto toccherà al Doge il compito di accettare con lo spirito giusto questa nuova sfida.

E quale sarebbe questo spirito?
Molto semplice: Bocalon non deve farsi intimorire dalla presenza di Evacuo ma deve moltiplicare le proprie energie e la propria grinta per dimostrare che è lui quello che merita la fiducia da parte dell’allenatore e, per il resto, mi auguroche, dal punto di vista dell’armonia, si continui a remare tutti dalla stessa parte

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