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Il calcio saluta Sandro Mazzola. Quelle vittorie con Carletto Tagnin

Milano – Tutto il mondo del calcio saluta Sandro Mazzola, che si è spento all’alba di oggi, all’età di 83 anni (ne avrebbe compiuti 84 l’8 novembre), uno dei migliori calciatori italiani e dell’Inter, di cui è stato bandiera, unica maglia indossata, 570 partite e 162 reti segnate.

 

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Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino, che morì quando Sandro aveva solo 6 anni, le sue strade sportive non si sono mai incrociate con quelle dei Grigi. Perché quel 2 giugno 1959, Alessandria contro Inter, debutto di Rivera, ‘Mazzolino’ ancora era nelle giovanili.

Nessuna amichevole, ma un legame indiretto c’è, perché sulla panchina dei Grigi c’è stato il fratello Ferruccio, per le tante vittorie conquistate insieme al nostro Carlo Tagnin, per il rapporto con Benito ‘Veleno’ Lorenzi, che è stato anche grigio

Resta, forte e profondo, il ricordo di un giocatore senza tempo, della staffetta con Rivera nella finale dei Mondiali 1970, della maglia donata da Puskas dopo la conquista della Coppa dei Campioni, con i suoi gol, e quella frase “sei degno di tuo padre”.

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Ha aperto anche un’era nel racconto del calcio, fra i primi commentatori tecnici, come José Altafini, che in Brasile è stato soprannominato ‘Mazzola’ (per la somiglianza con Valentino).