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Addio a Pippo Marchioro: quella Coppa Italia mai alzata

ALESSANDRIA – “Gli eroi son tutti giovani e belli” cantava Francesco Guccini, che se ne è andato lo stesso giorno di Giuseppe Marchioro. Pippo non era più giovane, aveva 90 anni, ma eroe sì, di un calcio vero, bello, spettacolare, divertente, trascinante.

 

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Quello giocato dall’Alessandria stagione 1972 – 73. Non arrivò la promozione in B, per un nulla, però avrebbero meritato, quei Grigi, di giocarsi uno spareggio a tre con Udinese e Parma. Eccome se lo avrebbero meritato.

Però arrivò la Coppa Italia SemiPro, la prima assegnata dalla Figc nella competizione riservata alle squadre di C. Una Coppa che Marchioro, milanese di nascita, adottato da Cesena, non alzò mai: l’invasione di campo dei tifosi dell’Avellino, la partita sospesa a pochi istanti dalla fine, l’impossibilità di fare la cerimonia di premiazione. Tutto rinviato.

L’anno dopo, quando finalmente il trofeo arrivò nella sede dell’Alessandria Calcio, Marchioro era sulla panchina del Como. Così ad alzarla fu, fra gli altri, Tony Colombo, suo giocatore dopo essere stato suo compagno a Legnano nell’ultimo campionato di Marchioro calciatore, e Colombo non ancora grigio.

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Ad alzarla anche Gigi Manueli, lanciato da Marchioro in prima squadra, che da avversario, con l’Alessandria a Como, come ricorda Museo Grigio, realizzò la rete della vittoria.

Il legame con i Grigi era rimasto, a distanza di oltre mezzo secolo. E l’Alessandria di Pippo fa brillare ancora gli occhi a chi ha avuto il privilegio di vederla.