Il giudice va giù pesante. Due gare a porte chiuse per l’Alessandria, che farà ricorso

ALESANDRIA – Sarà un inizio di girone di ritorno tutto in salita per i Grigi. Perché l’arbitro di Cheraschese – Alessandria e i due assistenti sono stati molto duri nel loro rapporto inviato al giudice sportivo regionale. Che ha sanzionato pesantemente l’Alessandria: due gare a porte chiuse, il derby con l’Ovadese del 18 e la partita con la Luese Cristo a porte chiuse.
La motivazione è davvero pesante nei toni fortemente accusatori.
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“Per il comportamento incivile ed inqualificabile dei proprio sostenitori – così è scritto – i quali nel corso del primo tempo hanno fatto esplodere in campo alcuni petardi. Uno di questi è esploso a pochissima distanza dal secondo assistente arbitrale, che ha dovuto ricorrere alle medicazioni all’orecchio da parte dei sanitari, poiché avvertiva giramenti di testa e perdita dell’equilibrio”.
E, ancora, “nel secondo tempo, poi, gli stessi tifosi hanno intonato cori denigratori e minacciosi nei confronti degli assistenti, anche a contenuto discriminatorio. A fine gara l’assistente arbitrale segnala all’arbitro di aver ricevuto una ridda di sputi che lo hanno attinto alla casacca, al volto e in testa”.
“Non paghi gli stessi sostenitori innescavano ulteriori petardi e fumogeni. Un comportamento francamente inaccettabile, nei fatti avallato dalla società che non ha mai ritenuto di intervenire anche solo per provare a far cessare dette condotte“.
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Per le stesse motivazioni il giudice ha comminato anche una ammenda di 750 euro alla società
Società che ha annunciato ricorso contro il provvedimento
