Addio a Franco Baresi, che giocò al Moccagatta con il suo Milan

ALESSANDRIA – Nessuno come lui, come Franco Baresi. Il capitano, il libero per eccellenza, una intelligenza calcistica fuori dal comune in un ruolo che l’evoluzione del calcio ha accantonato. Ma Baresi, “el piscinin”, morto questa mattina a 66 anni, è un giocatore eterno.
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Uno di quelli che aveva il dna di leader, il capitano del Milan, uno che sulla pelle portava, fiero, anche l’azzurro della nazionale. La maglietta fuori dai pantaloncini, il braccio alzato anticipando anche il fischio dell’arbitro per un fuorigioco. Perché era un anticipatore, sempre, in campo e fuori.
Mai una parola fuori posto, eleganza e stile. Quando gli era stato assegnato il ‘Premio’ Liedholm’, il 9 novembre 2023, tutti avevano pensato che sì, Baresi, come Nils, è sempre stato “campione sul campo e signore nella vita“.
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Al Moccagatta aveva giocato tre volte, come nei dati, puntuali e dettagliati di Museo Grigio: una amichevole il 10 novembre 1982, 2-1, a segno anche il capitano. Poi il 26 giugno 1989, nella Top 11 che vinse 3-1.
Infine la gara più memorabile, 28 luglio 1995, per l’inaugurazione del tappeto verde dello stadio dopo l’alluvione, partita di lusso con il Milan, in tribuna Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, oltre 8mila persone, 3-0 per i rossoneri, tutto l’incasso ai Grigi.
L’ultima volta in città grazie all’invito di Flavio Tonetto, amico personale, al Centro Incontro – Bon Bon, l’11 novembre 2024, per presentare la sua autobiografia “Ancora in gioco”.
Ciao, campione per sempre.
