Alessandria CalcioEditoriale

Addio Silvio, mio grande amico

Ci sono momenti in cui mi sento come un superstite da quel lungo naufragio che è la vita.
Con Silvio l’amicizia era, direi, almeno trentennale, dapprima per la passione per il giornalismo sportivo e poi per la comune professione di avvocato.
Il nostro è stato un dialogo continuo, nella redazione di Hurrà Grigi, di cui era il più “antico” dei collaboratori, dai microfoni di Radio Voce Spazio, nelle aule del Tribunale di Alessandria, spesso su fronti contrapposti, nelle valutazioni politiche nelle quali, invece, eravamo sempre concordi.
Nulla ha mai scalfito la nostra amicizia, ma il momento in cui l’ho sentito più vicino risale ai tempi, 5 anni or sono, in cui un grave problema cardiaco mi tenne “inchiodato” ad un letto di ospedale per quasi un mese.
Lo pregai di coordinare il lavoro nella redazione di Hurrà Grigi e furono giorni di grandissima complicità in cui il suo affetto mi fu sempre di grandissimo conforto.
Per noi scrivere era pura passione, soprattutto per l’Alessandria Calcio, non certo ricerca di gratificazioni economiche.
Ora ripenso a quei giorni, perché il caso, la sorte, unitamente alla competenza del personale della cardiologia alessandrina fecero sì che, nonostante la gravità del mio infarto, alla fine ne uscii guarito.
Per Silvio il destino non è stato così benevolo e non serve a nulla chiedersi perché.
E’ la lotteria della vita, null’altro.
Non ci sono spiegazioni, non ci sono consolazioni, possiamo solo accettare, se ce la facciamo, il destino che segue mille strade assurde per determinare le nostre vite.
In questi momenti, non posso non pensare a tutte le vite che ho visto terminare e chiedermi se di altro non dobbiamo accontentarci che del carpe diem, del vivere intensamente ogni attimo.
Proprio questo ci accumunava: come me, Silvio era sempre attivo, sempre presente, sempre impegnato, mai disposto a tirarsi indietro.
Adesso non posso fare altro che ricordare e rimpiangere e sperare che Silvio sopravviva nei suoi familiari con il suo esempio di amore per una vita che, come la sua, non ha mai avuto un giorno di banalità.  Ma questo non mi consola, non mi aiuta a rassegnarmi, aumenta solo una grandissima rabbia.
Addio, grande amico.