Sabato 16 maggio il Salone del Libro di Torino si tinge di grigio

Torino. Verrà presentato sabato prossimo 16 maggio nell’ambito del Salone Internazionale del Libro, alle ore 15,30 presso lo Spazio Argento (pad 2 – Lingotto) il romanzo “Il grigio, la nebbia, l’inchiostro” (Sisifo Edizioni).
Saranno presenti gli autori Riccardo Marchina e Massimo Taggiasco che dialogheranno con la giornalista Mimma Caligaris.
Di cosa parla questo romanzo in “grigio”, nato dalla collaborazione con Hurrà Grigi?
Continua a leggere l'articolo dopo il banner
“Il Grigio, la nebbia, l’inchiostro” : non solo calcio ….anche avventure e atmosfere da romanzo autentico
Per chi legge e medita le parole di questo libro si accorgerà che si va ben oltre il “colore grigio”, la “nebbia” e l’ “inchiostro”. Si ha, infatti, subito l’impressione di uno stratagemma, quasi una forma di depistaggio che usa il titolo accattivante della partita della settimana per raccontare, raccontare, raccontare. E’ di fatto una educazione sentimentale e quasi una “metamorfosi” kafkiana con Giova, il protagonista, alle prese con una voce interna “ragionevole” ma “petulante” e una vita segnata da amici, da due donne belle in modo differente e tutta una schiera di amici vicini e lontani. Giova, come nella Danzica del “Tamburo di latta” si trova catapultato in una realtà fatta di dettagli di finestre, di angoli fumosi di bar, di vialoni, di gradinate ancora umide di pioggia della stadio della città, di ringhiere a cui appoggiarsi durante discussioni interminabili con la propria donna. Spesso vicino allo stadio “Moccagatta” che non sarà il Maracanà, ma, così come tutta la città, si eleva al rango di luogo magico, intrecciato indissolubilmente alla vita di Paolo, Elena, Marta e dello stesso Giova.
Si parte dalla prima di campionato (in casa con il Cuneo, con relativa vittoria per 1 a 0) fino all’apoteosi con promozione anticipata alla Quarta Serie della partita di aprile contro l’Albese, anch’essa con i Grigi vincenti. Ma chi cerca la cronaca di quelle partite come di tutte le altre, in casa e fuori, citate solo per onore di firma, resterà deluso. Sono più frequenti gli “amarcord” di livello, quelli che ricordano Libero Marchina, Tony Colobo, Ciccio Marescalco, Gigi Manueli e, più vicino ai nostri tempi, Simone Corazza. Figure indelebili (anche se talora sfocate) della storia della nostra città, prima ancora che del calcio in casacca grigia, perché l’Alessandria U.S. non è solo una occasione di svago, di spettacolo, di cruccio, di disappunto…è essenza profonda della città. E allora queste vite “appoggiate una sull’altra come una bici senza cavalletto” prendono contenuto, proprio perché inserite in una realtà grigia di nebbia e inchiostro. Un inchiostro che non scrive solo in nero ma che sa rendersi solare e fresco portandoci nella Spagna del nord, in quei Paesi Baschi così ben descritti in poche righe, frutto di frequentazioni vere. La spuma del mare di San Sebastian, la laboriosità di Bilbao, i monti che si stagliano a sud, il sole accecante che si alterna al vento di tramontana e alla pioggia battente. E il riferimento all’Atletico Bilbao, con i suoi colori bianchi e rossi ne è una conseguenza naturale. Anche in quell’angolo di Europa il calcio è vita e passione e voglia di vivere e conoscere, possibilmente gente vera e non “conigli”. E certamente non sono “mammolette” o “coniglie” Elena e Marta donne forti, vere, che ben si adattano a chi sostiene i Grigi in modo “diverso”, quasi come fossero undici scolari discoli ma molto bravi in tutte le materie a cui loro (“maestre” legatissime, quasi chiocce) perdonano tutto e difendono come figli propri. Queste donne affascinano Giova che, così, forse senza accorgersene scrive nero su bianco (proprio con il suo “inchiostro”) pagine davvero ammirevoli e rispettose per l’ “altra metà del cielo”.
Nella presentazione del 25 aprile presso la SOMS del Quartiere “Cristo” di Alessandria si è anche fatto cenno al “Treno era in orario” di un grandissimo Heinrich Boll e a uno dei libri più profondi di Aleksandr Solgenitsijn: “La casa di Matriona”. In questi ultimi casi, testi per altro famosi, a far da sfondo sono diversi momenti della Seconda Guerra Mondiale sempre presa nella sua quotidianità e “normalità” così come sono, in fondo, le partite di calcio, una simulazione di combattimento dove ci si impegna allo spasimo, si seguono tecniche precise e si ha, normalmente, un alto senso dell’onore. Gli autori, Riccardo Marchina e Massimo Taggiasco queste “vibrazioni” positive queste “sensazioni” le hanno ben comunicate e, per chi ha fatto attenzione, hanno favorito riflessioni e analisi del proprio operato e, con rispetto, di quello di chi ci sta intorno.
Continua a leggere l'articolo dopo il banner
Pier Luigi Cavalchini
Gli autori
Riccardo Marchina, classe 1972, è giornalista e scrittore, con una produzione narrativa che esplora temi sociali, identitari e di periferia. Da quest’anno, cura la rubrica “Fuorigioco” per Hurrà Grigi e “Fermenti di vita” per il giornale online alessandria24.com.
Dal 1992 collabora con il “Corriere di Chieri” e altre testate locali, affiancando l’attività giornalistica a quella di head hunter nel settore delle risorse umane.
Massimo Taggiasco, classe 1960, avvocato e giornalista, da sempre tifoso dell’Orso Grigio, trentotto anni fa insieme al collega, da poco scomparso, Aldo Rovito, ha fondato il giornale dei tifosi dell’Alessandria Calcio “Hurrà Grigi” e da allora ne è anche il direttore: un giornale che resiste anche nell’edizione cartacea, “nonostante questi tempi aridamente social”, sempre presente allo stadio Moccagatta, nella buona e nella cattiva sorte. Ha fondato e dirige anche il quotidiano online alessandria24.com
È autore di innumerevoli articoli, racconti e pubblicazioni ed è anche tra gli ideatori della “Società Editrice Sisifo Edizioni” di Alessandria.
