Geppo Day, la sua ‘mezz’ora fatta bene tra musica e cibo

ALESSANDRIA – “Geppo Vive”. E vivrà per sempre: il murale davanti alla sua osteria, che oggi è di Ezio, suo fratello, racconta una enorme verità. Lui c’è e ci sarà sempre, ogni giorno
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Vive anche se da un anno ha deciso di accomodarsi nella Nord speciale, nel cielo sopra il Moccagatta, e in tutti i luoghi dove gioca l’Alessandria, insieme a tanti amici, con cui chissà quante “mezz’ore fatte bene” avrà organizzato, mescolando ricordi, presente e uno sguardo sul futuro.
Geppo vive, ma manca, tantissimo. Manca proprio la sua mezz’ora, mancano le sue parole, i suoi gesti, quelle frasi in cui c’era tutto, c’era la passione che diventa amore, per una maglia, per una squadra, ma non è mai stato un amore cieco.
Al contrario, è stato sempre propositivo, anche critico, anche severo quando serviva, perché così si fa quando si ama qualcuno o qualcuna, in questo caso l’Alessandria. Le condizioni per la rinascita, nell’estate 2024, le aveva indicate lui: Alessandria nel nome, il Moccagatta e la maglia grigia
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Un anno è passato da quella mattina che ha devastato tutti e tutte: il popolo grigio, il mondo dei motori, i Grigi, la città, le tifoserie amiche e anche quelle con cui c’è rivalità, che quella mattina di marzo 2025 gli avevano reso omaggio nella ‘sua’ Nord.
Ci sarà, eccome, Geppo, questa sera, dalle 18, e fino a notte, alla Serra della Ristorazione Sociale: cibo, musica, con Franco Rangone, Massimo Torchio e dj che faranno ‘girare’ quei brani che piacevano a lui. E sarà bello, emozionante, travolgente e coinvolgente pensare che, in fondo, Geppo è e sarà sempre in mezzo alla gente, che gli vuole un bene enorme.
