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Bruno, un gigante buono: ci ha lasciato il Presidente della Luese

È morto, questa mattina, Bruno Marini presidente della Luese. Era ricoverato in ospedale da alcuni giorni. Aveva 84 anni.

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Un ricordo di Alessandro Trisoglio

“Con quel fisico massiccio e quelle mani ruvide e grandi.

E’ questa l’immagine che tutti, in paese, si sono sempre fatti di Bruno Marini, il fabbro, l’uomo capace di trasformare un semplice pezzo di ferro in un’opera d’arte.

Negli ultimi anni Bruno aveva assunto anche il ruolo di “operatore cimiteriale”. Era lui a preparare i loculi per le sepolture; era lui a chiudere quegli stessi loculi dopo l’ultimo saluto dei parenti in lacrime; era lui, con la sua grande umanità e dolcezza, a offrire un gesto di conforto a che aveva il cuore a pezzi.

Non aveva saputo dire di no neppure a Paolo Ferrero e agli altri amici della Luese che, orfani della presidenza del “mago” Viganò, hanno bussato alla sua porta, invitandolo ad assumere la massima carica dirigenziale della Luese, quella squadra che lui aveva sempre seguito da semplice tifoso, fin dai primi anni dell’attività sportiva dei biancazzurri.

“Va bene, lo faccio, però solo per un anno, tanto per darvi il tempo di individuare con la necessaria calma un vero presidente.”

Succede però che quello che dovrebbe essere l’unico anno della sua presidenza si trasformi nella stagione più importante e vincente della storia della Luese, capace di raggiungere i livelli più alti della propria quarantennale esistenza. Quando la maledizione del virus si abbatte anche sul mondo del calcio la Luese guida la classifica del campionato di Prima Categoria: le successive decisioni federali promuovono il club in Promozione.

Squadra che vince non si tocca!

E’ una regola ferrea dello sport. E allora Bruno riparte dalla cabina di comando anche in questa stagione. Ormai è “il” Presidente.

Quel virus maledetto e vigliacco, però, voleva ancora ritagliarsi un suo spazio nella storia della società calcistica monferrina ed è tornato per portarsi via il Presidente, lasciando tutti increduli, lasciandoci senza parole. Lasciando solo il suo dolcissimo ricordo.”

Alessandro Trisoglio

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