Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

E’ bello ripartire con una vittoria!

Molti dei commentatori hanno definito la partita tra Alessandria e Siena, terminata con la vittoria dei Grigi alessandrini, come “strana “ e “difficile”. Non hanno avuto torto perché il risultato favorevole agli “orsacchiotti” poteva anche essere diverso, complice una tendenza all’autocompiacimento e alla rilassatezza che, assolutamente, non si deve più vedere. Complessivamente il risultato di 3 reti a 2 è giusto. Ad un Siena più organizzato a centrocampo e con una forte tendenza al pressing alto ha fatto da contraltare una buona disposizione ai contrasti a centrocampo, per interrompere le azioni avversarie, appoggiando molto le giocate sulle corsie di destra e sinistra. Da una ripartenza di Chiarello è scaturito il primo pregevole gol di Arrighini, già al quinto minuto, pronto ad insaccare con un tiro di infilata, preciso e dosato al punto giusto. Confiente (n. 1 del Siena) non ci ha potuto fare nulla. Stesso discorso vale per un gol simile fatto all’ 84° dal nuovo entrato Sartore (per i Grigi) che, anche qui su una ripartenza, ha riportato l’Alessandria definitivamente in vantaggio, blindando un passaggio del turno tutt’altro che scontato. Alla fine i giocatori del Siena, più di quelli dell’Alessandria, hanno mostrato stanchezza e difficoltà di corsa. I trenta minuti iniziali, giocati di gran carriera, con trenta gradi circa e con le gambe molli post-Covid, alla lunga hanno fatto la differenza. Colpa anche del portiere toscano autore di una leggerezza a metà primo tempo, che gli è costata l’espulsione, con conseguente uomo in meno, Brava la retroguardia dell’Alessandria, all’interno di un assetto tattico improntato a prudenza e sicurezza di palleggio, a non cadere nel gioco infiammato dei toscani e a giocare di rimessa. Da uno di questi recuperi è nata la sgroppata di Chiarello e il bel gol di Arrighini. Un copione, quello del “gioco in sicurezza”, che si è ripetuto per tutto l’arco della gara e che ha permesso di raddrizzare episodi “strani” su cui è utile soffermarsi. Il primo, una decina di minuti dopo il gol grigio, ad opera di Gerli (Siena) che vede Valentini (portiere grigio) troppo avanti e prova il tiro della domenica. E, nonostante i quasi sessanta metri percorsi, il pallone si insacca, rendendo evidente la leggerezza del solitamente attento portiere dell’Alessandria. Situazione assolutamente da evitare in futuro. Come è da evitare il secondo pareggio del Siena, quello del 2 a 2, propiziato da una punizione a spiovere, “dritto per dritto” in area grigia, con troppa libertà lasciata agli avanti dei “bianchi” e il conseguente pareggio su mischia. Dormita generale pagata cara. Se avessero avuto ancora birra in corpo, quelli del Siena avrebbero potuto anche rovesciare il tavolo, portandosi via l’intera posta. Ma gli ultimi 15 minuti per i senesi sono stati una sofferenza evidente con le gambe e la testa che non rispondevano più. L’ingresso di Gazzi, solita garanzia dietro e a centrocampo ed un vispo (e preciso) Sartore, hanno poi fatto la differenza finale. I grigi un po’ meno stanchi alla fine per l’atteggiamento di complessiva prudenza tenuto durante la gara, anche hanno avuto anche sprazzi di gioco brillante. Scambi in velocità, triangolazioni, lanci (solitamente) precisi, smarcamenti opportuni nelle varie parti del campo. Buone le prove di Chiarello, Sulijc, Eleuteri, Di Quinzio e Gonelli. Nei loro ranges elevati Eusepi, Cosenza e Arrighini (fin quando ha avuto fiato). Eusepi in particolare, entrato nel secondo tempo, ha giganteggiato nella metacampo avversaria, segnando un ottimo gol di testa e tenendo in apprensione la difesa avversaria. Buona l’impostazione tattica scelta da mister Gregucci che sta tenendo fede alla promessa di impegno massimo nei play-off in corso. Alla “prossima”, con un pochino di fiducia in più.

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Pier Luigi Cavalchini