Gregucci: “Gli errori sono tollerabili, gli atteggiamenti no”

Noi dobbiamo capire velocemente che in questa categoria bisogna avere un po’ più di spirito e di sostanza. I nomi non servono in questa categoria, perciò dovremo necessariamente e velocemente cambiare”. Mister Angelo Gregucci è severo coi suoi ragazzi dopo la sconfitta contro la Giana Erminio.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Se vogliamo costruire una squadra ambiziosa – continua il tecnico -, la prima cosa è la sana voglia di competere. Non contano i numeri o i moduli, conta lo spirito e noi siamo bassi di spirito e poi vanno migliorati molti parametri. C’è da lavorare duro sulla testa, sulle gambe e sulla mentalità. È una squadra che deve combattere di più e credere in questi valori”. Già, la testa e le gambe. Che sia una questione mentale non discutiamo ma che a gennaio sia una questione di gambe, allora, significa che la preparazione atletica fatta in estate è stata praticamente inesistente. Forse ciò è anche frutto di averla fatta sui campi della Michelin con il caldo di Spinetta.

Parlare non serve, bisogna lavorare di più. Questa è l’ultima categoria professionistica e qui ci sono squadre che vendono carissima la pelle. Io voglio dei guerrieri, non gente che perde i contrasti passivamente”, prosegue l’allenatore. Ma allora, se Gregucci voleva dei guerrieri perché ha messo Casarini? Che sembra sia in Alessandria solo per prendere lo stipendio visto che in campo non corre ma cammina e ha sempre l’atteggiamento del fenomeno, quando è tutt’altro che tale?

Nel secondo tempo, però, i Grigi sono sembrati più vivi perché a centrocampo è sparito Casarini per inserire Gazzi, che ha impedito alla Giana di fare molto gioco. “Siamo andati un po’ più avanti pur perdendo un po’ di lucidità – conclude Gregucci -. E quello è l’atteggiamento perché gli errori ed il sistema di gioco sono problematiche successive. Quella del presente è avere una squadra che combatte. E noi in questo momento non siamo il massimo da questo punto di vista. Poi bisogna correre ed essere più determinati. Mi rendo conto di dire banalità ma queste sono cose che la squadra dovrebbe avere nel suo DNA. Valentini? Gli errori sono tollerabili, gli atteggiamenti no”.