Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Vittoria meritata nel confronto con una buona “Pro”

La più bella immagine, e ce ne sono molte, della partitona con la Pro Vercelli è quella finale di Ciccio Cosenza che fa un selfie con quattro altri giocatori e i piccoli delle giovanili dei Grigi. E’ successo lungo il Rettilineo dove si sono fermate una cinquantina di persone, me compreso, a spellarsi le mani e a ringraziare tutta la squadra per la bella prestazione di domenica 15 dicembre. Tra l’altro, Cosenza, Arrighini, Chiarello e un acciaccato Eusepi in tuta, a loro insaputa, sono andati a ringraziare proprio quei piccoli aspiranti campioni che per novantaquattro minuti non hanno perso un’azione ed hanno continuato a sostenere la squadra, “Ciccio” in particolare. Un segnale dagli “orsacchiotti” che, sicuramente, resterà nella memoria dei giocatori. Venendo alla partita, verrebbe da dire che se fossero entrati i due tiri sul palo dei vercellesi, staremmo a raccontare un’altra storia, forse quella di sempre. Una ulteriore riprova che sono gli episodi a cambiare una partita specie quando i valori in campo sono paragonabili. La “Pro”, infatti, è tutt’altro che una squadra di sprovveduti, ha un ottimo (e famoso) allenatore, titolari di esperienza e una “panchina” promettente. Quindi, essere riusciti a metterla sotto meritatamente, è un motivo di vanto in più. Questa volta i pali hanno penalizzato gli altri e, anche se sfortuna, infortuni, disattenzioni, ci hanno fatto perdere almeno dodici punti, per stavolta non ci lamentiamo. Anzi. E’ stato un piacere vedere all’opera professionisti calati nel loro ruolo: un attento e propositivo Casarini, finalmente Cosenza, Celia e Chiarello sui loro soliti ottimi livelli, buone idee e razionalità da parte di Castellano, solidità e tempi giusti da parte di Sciacca e Dossena. Una buona partita impostata bene, gestita con centrocampisti attenti e una punta (Arrighini) mobile e disposta a combattere su tutti i palloni. Il tutto ben amalgamato da quello “spirito del primo tempo al Brianteo” contro il Monza che solo chi era là – in Brianza – ha potuto gustare appieno. Buoni i tempi dei cambi e ottime le risposte dei tre “subentranti”, specie di Gazzi. Anche se parlar bene di un professionista come Alessandro Gazzi è come riscoprire il gelato di Cercenà dopo essere stato un mese all’estero, con surrogati spugnosi spudoratamente definiti “gelato”. Un giocatore che fa la differenza e che, nei martoriati “secondi tempi” di quest’anno, non può fare che bene. Chiudo con un elogio a Valentini, di nuovo pronto e reattivo, tranne in una occasione in cui non “chiama” la palla aiutando il difensore. L’aiuto, stavolta, lo ha avuto dai pali: infatti, finalmente, la dea bendata ci ha sorriso… A Gozzano e per le prossime sei partite, … voglio accontentarmi, con questa squadra, con questo spirito, con questa voglia non possiamo che vincere e, nell’attesa di segnare un filotto di sette vittorie, auguro a tutti, agli atleti in campo, a quelli in infermeria, all’allenatore e al Presidente un meraviglioso anno nuovo

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Pier Luigi Cavalchini