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Zanuttig: “Ad Alessandria ricordi che rimarranno indelebili nella mente”

Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Andrea Zanuttig, centrocampista dell’Alessandria dalla stagione 1990/1991 alla stagione 1994/1995.

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Zanuttig quali sono i suoi ricordi delle stagioni in cui ha vestito la maglia dell’Alessandria?

Sono ricordi che rimarranno indelebili nella mente. Ho vissuto ad Alessandria cinque anni molto importanti, ho avuto l’onore, nel’ultima stagione, di vestire la fascia di capitano, e di collezionare, in totale, circa centocinquanta presenze con la maglia grigia.

Come spesso capita ho avuto dei rapporti interpersonali che si sono persi nel corso degli anni. Mi vedo e mi sento spesso con Paolo Bianchet.

Il 16 settembre del 1990 Sarzanese-Alessandria 0-0 ha segnato il debutto in maglia grigia di Zanuttig: si ricorda quella sfida.

Ricordo tutto. Pareggiamo 0-0 sprecando diverse occasioni da gol ma fu l’inizio di una grande cavalcata culminata con la vittoria del campionato, di Serie C2, ottenuto alla penultima giornata nel match casalingo contro il Novara, grazie alla rete di Fiori. E’ stato un campionato fantastico in cui, nella rosa dell’Alessandria, c’erano diversi giocatori che avevano disputato campionati in Serie A. Anche personalmente fu l’inizio di un grande percorso calcistico che mi portò, non con l’Alessandria ma con la Pistoiese, a giocare in Serie B. Sono state annate che rimarranno sempre dentro di me, è un’ambiente che offre tanto dal punto di vista umano.

Dopo la vittoria del campionato ci furono diverse stagioni in cui la squadra rimase in Serie C1: cosa è mancato per poter cercare di ottenere la promozione in categoria superiore?

Sicuramente quello che ha penalizzato la squadra in quegli anni furono i problemi societari che assillavano le varie proprietà che si sono succedute: sia Gino Amisano che Edoardo Vitale. In quegli anni ho avuto il piacere e l’onroe di poter giocare e conoscere prima grandi uomini e poi grandi calciatori. La instabilità societaria non ha agevolato il compito della squadra sul campo.

Nell’estate del 1995 ci fu il suo approdo alla Pistoiese in Serie B: non c’erano le condizioni per poter continuare a vestire la maglia grigia?

Si era chiuso un percorso. Onestamente l’ultima annata in cui giocai nell’Alessandria, stagione falcidiata dall’alluvione, non fu delle migliori sia dal punto di vista societario che tecnico: ci fu il cambio dell’allenatore, iniziammo con Giorgio Roselli e poi arrivò Gianfranco Motta.
Nell’estate del 1995 ricevetti la telefonata di Roberto Clagluna, scomparso nel 2003, che mi volle in Toscana. Accettai la proposta della Pistoiese in quanto ero allettato dall’idea di poter giocare in Serie B ma le cose, sul campo, non andarono secondo le previsioni in quanto retrocedemmo nell’estate del 1996 in Serie C1, dopo una stagione tribolata chiusa all’ultimo posto, in cui ci fu il cambio di allenatore: prima Clagluna e poi Giampiero Vitali, un mio compagno di squadra era Angelo Montrone.

Ha seguito l’Alessandria degli ultimi anni? Che opinione si è fatto?

Dare dei giudizi dal di fuori, da lontano è sempre complicato. Quando non si è all’interno di una società è sempre difficile dare delle opinioni in quanto non si conoscono le dinamiche interne.

Sono rimasto molto dispiaciuto quando, nella stagione 2016/17, la squadra ha mancato la Serie B, arrivando a pari punti con la Cremonese e perdendo la finale playoff contro il Parma.

Cosa c’è nel presente di Andrea Zanuttig?

Ho fatto una scelta di vita che ho ritenuto importante: ho deciso con la mia famiglia di non spostarmi dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Attualmente alleno una formazione che milita nel girone D, in Serie C, che si chiama Apc Chions dopo aver rescisso il contratto che mi legava al Torviscosa. Stiamo veleggiando nella parte destra della classifica dopo diciassette partite giocate.

Quando ha appeso gli scarpini al chiodo come mai ha deciso di fare l’allenatore? E non il Direttore Sportivo o il procuratore?

Mi è sempre piaciuto vivere la realtà quotidiana dello spogliatoio, lo stare a contatto con il campo che ritengo sia il fattore che conta più di ogni altra cosa.

In conclusione un suo saluto a tutta la tifoseria grigia.

Faccio un grandissimo augurio di buon Natale e di buon 2020 a tutti i tifosi dell’Alessandria e a tutte le loro famiglie. Lo striscione, presente in Gradinata Nord, “orso Grigio Sbranali” è indelebile nella mia mente, tutte le domeniche era presente quando giocavamo. Auguro tutto il meglio a una grande tifoseria come quella grigia con la speranza che arrivino, a breve, le migliori soddisfazioni che tutti quanti si meritano. Ricordo le partite con il Casale con il Moccagatta sempre pieno, con 6000 persone che ci incitavano e ci sostenevano.

Ancora tanti auguri a tutti i tifosi dell’Alessandria