Memmo: “Il pubblico alessandrino è uno dei più passionali”

Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Massimiliano Memmo, centravanti dell’Alessandria nelle stagioni 1995/96 e 1996/97

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Quali sono i suoi ricordi delle due stagioni in cui ha giocato ad Alessandria?

Sicuramente i ricordi non possono che essere belli. Ho avuto l’onore di fare parte di due squadre forti. Probabilmente si poteva fare qualcosa di più, in entrambi gli anni, dato che si è sfiorato i playoff in ambe due le stagioni. Le rose erano composte da giocatori importanti che, in quegli anni, erano sulla cresta dell’onda nella Serie C. Purtroppo non abbiamo ottenuto i risultati che ci eravamo prefissati anche se abbiamo disputato due campionati importanti.

Il primo anno arrivammo settimi a 50 punti in classifica, ad un punto da Monza, Como e Fiorenzuola, il campionato lo vinse il Ravenna. Il secondo anno arrivammo ottavi, a pari punti con la Carrarese, a 46 punti ed il campionato lo vinse il Treviso allenato da Giuseppe Pillon.

3 settembre 1995 c’è stato il suo debutto, con gol, nella gara Alessandria-Brescello 1-1: si ricorda quella sfida ed anche il gol realizzato?

Mi ricordo quella gara in quanto era la prima stagionale, l’esordio fu casa al Moccagatta. Eravamo passati in vantaggio su mio gol, realizzato grazie ad una scivolata, sono riuscito a toccare la palla d’esterno, dopo il cross effettuato da Vivani. Ricordo il debutto con piacere anche a livello personale.

Nelle due stagioni in cui è stato giocatore ad Alessandria, secondo lei, cosa è mancato alla squadra per poter fare il salto di categoria?

Ricordo benissimo che, sia nel primo che nel secondo anno, eravamo due gruppi fantastici. E questa la reputo una cosa fondamentale, in grado di poter fare la differenza al di là delle qualità tecnico/tattiche dei componenti della rosa. Mi ricordo il fatto di aver avuto una partenza ad handicap che ci ha limitati nel corso della stagione.

Nel secondo anno avevamo una formazione eccezionale ma qualche gara sbagliata di troppo ci ha condizionato il raggiugimento dei playoff.

Ha seguito l’Alessandria negli ultimi anni? Che opinione si è fatto?

L’ho seguita in quanto è una piazza in cui ho giocato e a cui sono affezionato. Alessandria ha qualcosa in più rispetto alle altre squadre in cui ho giocato in quanto mia moglie è di Spinetta Marengo. Mi è dispiaciuto soprattutto quando, dopo un campionato disputato sempre in vetta alla classifica si è dilapidato un vantaggio enorme che ha compromesso la vittoria finale. Quella stagione, 2016/17, era certamente quella giusta per poter vincere il campionato: non so i motivi per cui i punti di vantaggio sono stati dilapidati. Quando si è sempre in testa alla classifica, non si riesce a vincere il campionato e si deve resettare per poter disputare i playoff, naturalmente, si paga dazio.

Cosa c’è nell’attualità di Massimiliano Memmo?

Io lavoro nelle aziende di famiglia che sono in totale tre: il ramo è quello dell’edilizia. Sono l’amministratore di una di queste. Sono rimasto nel mondo del calcio ed alleno una società di Pescara che si chiama Renato Curi Angolana: una società dilettantistica. La prima squadra fa l’Eccellenza. E’ una delle migliori società, a livello dilettantistico della Regione Abruzzo. Alleno nel settore giovanile, esattamente i giovanissimi regionali. Quando ho smesso di giocare ho acquisito il patentino per poter allenare: ho fatto un paio di anni in Eccellenza. Quando la Virtus Lanciano era in Serie B io sono entrato parte del settore giovanile della società e da allora ho deciso di dedicarmi ai ragazzi: sinceramente ho più soddisfazione.

Nelle due annate in cui sei stato ad Alessandria come era il rapporto con il pubblico?

Eravamo sempre seguiti. Penso che quello alessandrino sia uno dei pubblici più passionali che c’era in quegli anni ma lo è tutt’ora. I tifosi ci seguivano e ci sostenevano anche in trasferta senza mai farci mancare il loro calore. Ho veramente un bel ricordo dei tifosi grigi. Mi hanno voluto bene anche se all’inizio c’era stato qualche problema. Mi ricordo che la prima giornata di campionato, a La Spezia, terminata per 2-2 con il gol del vantaggio da me realizzato, poi raddoppio Giovanni Rossi per noi ma i padroni di casa ci raggiunsero, negli ultimi cinque minuti, con la doppietta di Ghirardello. Vivani, mio compagno di squadra, aveva litigato con qualche tifoso presente allo stadio Picco. Il giorno dopo, nel centro di Alessandria, in centro città, c’era stato qualche battibecco tra Vivani e i tifosi ed io presi le difese del mio compagno di squadra.