Pierantozzi: “Calcare il Mocca è stato come toccare il cielo con un dito”

Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Claudio Pierantozzi, attaccante dell’Alessandria nella stagione 1991/1992.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Pierantozzi quali sono i suoi ricordi della stagione in cui ha vestito la maglia dell’Alessandria?

Innanzitutto, a livello personale, devo dire che è stata un’annata sfortunata. Ho fatto soltanto sette presenze. In quella stagione l’Alessandria aveva in rosa giocatori importanti: da Sabato a Zanuttig, passando per Cinello, Fiori, Garparoli, Accardi, Turci, tutti calciatori che avevano calcato campi di categorie superiori. Per me è stato un anno di maturazione e di crescita dove ho potuto imparare da questi grandi campioni.

24 novembre 1991 Alessandria-Casale 0-0: è la partita in cui ha debuttato in maglia grigia, se la ricorda?

Me la ricordo. Per me calcare il Moccagatta, stadio in cui ha giocato Gianni Rivera, è stato come toccare il cielo con un dito. La sfida con il Casale la ricordo molto bene: entrai a partita in corsa sostituendo Giacomarro, giocai per circa mezzora. Il derby con il Casale sapevo essere molto atteso e sentito da parte della tifoseria grigionera.

Tra le squadre in cui ha militato quali sono state quelle a cui si è maggiormente legato?

Sono stato bene in tutte le piazze in cui ho giocato. Mi sono sempre comportato bene e porto dentro di me dei ricordi che rimarranno indelebili nella mia carriera e nella mia storia personale di uomo. Quando sono giunto ad Alessandria ero un ragazzino, avevo appena diciassette anni. Avevo conquistato un campionato giocando in Serie B con la maglia dell’Ascoli, facendo dieci apparizioni scendendo in campo in dice gare, l’allenatore era Nedo Sonetti. Sono stato ingaggiato dall’Alessandria anche grazie ad Antonio Sabato, mio compagno di squadra nell’Ascoli. Ad inizio stagione c’era come allenatore Tato Sabadini, poi venne stato esonerato ed arrivò Ezio Riccomini con cui inizai a giocare con una certa continuità: nella stagione 1991/92 ottenemmo la salvezza quasi a fine stagione chiudendo al dodicesimo posto a 31 punti, a pari di Arezzo e Siena.

Mi spiace non aver giocato tanto ma ho tantissimi ricordi che mi legano ad Alessandria.

Ha seguito l’Alessandria degli ultimi anni e che idea si è fatto del lavoro svolto dalla proprietà?

Due anni fa l’Alessandria ha fatto una grandissima stagione rischiando di andare in Serie B con allenatori Braglia e Pillon. L’anno scorso è stato fatto un ottimo lavoro culminato con la conquista della Coppa Italia di Serie C. Viviamo un periodo globale in cui non è facile trovare imprenditori che investano nel mondo del calcio. il Presidente Di Masi sta facendo un grande lavoro.

Cosa c’è nell’attualità di Claudio Pierantozzi?

Ho una scuola calcio insieme ad Antonio Aloisi, ex calciatore del Torino, che ha giocato con il sottoscritto ad Ascoli, e a Mariano Fioravanti anche lui ex giocatore dell’Ascoli in Serie A. Abbiamo costituito una società dove c’è soltanto il settore giovanile. Ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Abbiamo un ragazzo che è stato convocato in Nazionale e altri tre atleti convocati nella Rappresentativa Regionale delle Marche. Cerchiamo sempre di migliorarci perchè ritengo che il settore giovanile, in Italia, è in decadenza. Quotidianamente cerchiamo di dare il massimo per cercare di portare ragazzi giovani nei campionati professionistici.

Lascia un commento