Gli ex Grigi portano le loro squadre in Serie B

Barlocco, Ferrari, Nicco, Sestu e Terrani festeggiano il goal di Alessio Sestu che potrebbe valere la Serie B.

Prima è toccato ad Adriano Mezavilla sabato con la Juve Stabia (già matematicamente promossa in Serie B). Ieri sera, invece, è toccato a Luca Barlocco, Gianluca Nicco ed Alessio Sestu. Tre giocatori che nei Grigi si sono sempre dannati per cercare di raggiungere la serie cadetta e che, ieri sera, potrebbero averla centrata con il Piacenza.

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Potrebbero. Sì, perché ora il Piacenza è in vantaggio di due punti sull’Entella. In un Garilli completamente gremito in ogni settore, al punto che la Questura e la Prefettura ne hanno aumentato la capienza di altre 2000 persone, i tre ex Grigi hanno dato veramente spettacolo. Il vantaggio degli emiliani ha una firma che a noi di Alessandria è molto famigliare: Alessio Sestu. Avrebbe potuto segnare di testa anche Nicco ma Andrea Paroni si è superato aiutato anche da molta fortuna.

Questi tre ragazzi, però, hanno fatto un regalo anche al popolo grigio perché se avesse vinto l’Entella, avrebbe potuto festeggiare la promozione proprio sabato al Moccagatta. In casa nostra. Con gli stessi punti che avevamo due anni fa. Sarebbe stata l’ennesima beffa.

E allora mi viene da chiedermi se erano “bolliti” o “obesi” solo da noi o se siamo noi che non andiamo bene… perché pensiamoci, dalla scorsa stagione molti nostri ex, tanto criticati, sono stabilmente in Serie B. Chi non è in Serie B sta portando la sua squadra nella serie cadetta. Invece qui a Nicco è stato detto che non era in forma. Sestu? Era sempre rotto, era bollito ed obeso. Barlocco? Era scarso e non sapeva giocare ed è stato insultato come pochi altri. Nonostante ciò, dopo la prima stagione aveva voluto tornare ad indossare la Maglia Grigia perché qui si era trovato bene, anche se era stato insultato. Allora cosa c’era che non funzionava? Di certo non erano Barlocco, Nicco e Sestu, che hanno sempre messo un cuore in quella Maglia Grigia che tanto ci fa soffrire da anni. Cosa ha funzionato quest’anno al Piacenza? Sicuramente il gruppo perché giocatori, allenatore, dirigenza e tifosi erano e sono una cosa sola. Tutti remano nella stessa direzione. Ed avendo visto la partita di persona si notava proprio questo. Allora, forse, era l’ambiente. E anche quest’anno l’ambiente, da noi, ha fatto molto.

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