Matteo Gerace, un orsacchiotto da tenerci stretti

GeraceDopo la prestazione di ieri contro il Novara, due parole per il “piccolo” Matteo Gerace vanno spese per forza.

Nonostante la sua giovane età (è nato il 27 agosto 2001 e quindi non ha ancora compiuto i 18 anni) ed il suo fisico gracilino dovuto appunto all’età, ormai da qualche mese è fisso in prima squadra. L’orsacchiotto dimostra, ad ogni partita in cui scende in campo, una grande cattiveria agonistica ed una bella tecnica ma, soprattutto, lascia intravvedere un grande margine di miglioramento.

Già con Mister D’Agostino si era fatto notare ma ora, con Mister Colombo, sta guadagnandosi sempre più spazio e non mi stupirei di vederlo presto titolare.

Ho visto un 2001 che non ha fatto vedere il gap di differenza con i giocatori esperti” ha detto proprio Mister Colombo al termine del derby contro il Novara. E proprio Gerace, infatti, è stato uno dei migliori in campo contro una squadra forte.

Nel giallo – ha commentato il piccolo Gerace in sala stampa – dovevo per forza fermare l’azione ed ero obbligato a spendere il cartellino. Per un giovane come me, il derby significava tanto perché fai parte del gruppo e vincere il derby è veramente bello”. Parole da giocatore esperto, non da ragazzino appena uscito dalla Berretti. Quanti sono, infatti, i diciassettenni che in campo ragionano così e fanno dei falli tecnici pur di gestire il risultato? Pochi.

Gerace ha voglia di crescere e sfrutta la vicinanza ai giocatori più “anziani” di lui, anche se la differenza di età è minima. “Cerco di migliorare allenamento dopo allenamento – rivela Gerace -. Faccio esperienza e cerco di apprendere cose nuove”.

Il derby e i circa 250 tifosi nella curva dell’Alessandria lo hanno galvanizzato. Ma le caratteristiche migliori di Gerace sono la capacità di lettura che ha in campo e l’astuzia nelle sue giocate. Due caratteristiche, queste, che poco si addicono ad un ragazzino. Contro il Novara, infatti, sembrava quasi che la palla andasse dove era in campo lui. Invece era proprio lui, con la sua velocità di lettura del gioco, ad anticipare la palla e gli avversari.

Nasce come trequartista ma ormai lo vediamo a suo agio in più ruoli. “Cerco di adattarmi al ruolo che mi viene chiesto – ha concluso sabato sera in sala stampa – anche se la mezz’ala mi piace”.

Ecco, forse è questo il frutto più bello del “progetto giovani”, un ragazzino che dalla Berretti si guadagna il posto nel calcio “dei grandi” e che non si accontenta.

Non mi stupirei se lo vedessi calcare palcoscenici più importanti. Ma per ora teniamocelo stretto perché Matteo è dell’Alessandria e ha il sangue grigio come la maglia che indossa con orgoglio.

Presidente, mi rivolgo a lei. Se vuole continuare col “progetto giovani”, deve tenere Gerace e “blindarlo” con un buon contratto. Lui se lo merita. E i Grigi, i nostri Grigi, si meritano di rendersi Gerace per ancora un po’ di anni sperando di vederlo in altri palcoscenici più importanti, ma sempre con addosso la Maglia Grigia.

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