Pistis: “Alessandria meriterebbe qualcosa in più della attuale Serie C”

pistisQuesta settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontrato Antonio Pistis, centravanti dell’Alessandria nella stagione 1983/84.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Pistis, quali sono i suoi ricordi della stagione in cui ha vestito la maglia dell’Alessandria?

Sono stato soltanto una stagione ad Alessandria perchè, al termine, sono rientrato al Vicenza per poi vestire la maglia di altre squadre. Il ricordo che ho di Alessandria è forte: sono stato veramente bene in una società che, a livello di Serie C è paragonabile a poche altre realtà. Un pubblico importante, una realtà molto seguita: ritengo che il club mertirebbe qualcosa in più della attuale Serie C. Nella stagione 1983/84 ricordo di aver fatto fatto una buona stagione, avevo vent’anni, e, nel mio ruolo di attaccante, avevo compagni di squadra molto importanti tipo Cavagnetto, Fratena, che avevano un passato importante. C’era concorrenza ma credo di aver fatto una buona stagione.

2 ottobre 1983, Alessandria-Casale 2-0, gara d’esordio e il secondo gol realizzato da Antonio Pistis: che ricordi ha di quella sfida?

E’ una delle partite che ricordo con più gioia perchè esordire in un derby, oltrettutto molto sentito, molto agguerrito dalla tifoseria come Alessandria-Casale è sicuramente stato emozionante. Ricordo anche la dinamica dell’azione: è arrivato in area di rigore il cross e ho colpito la palla in mezza scivolata realizzando la rete: indubbiamente bellissimo.

Ricordo anche la partita amichevole che l’Alessandria disputò contro la Juventus, ero marcato da Sergio Brio, vittoria 3-0 in cui ho realizzato una doppietta.

Oltre ad Alessandria quali sono le squadre in cui hai giocato che ricordi con maggiore affetto?

Sinceramente mi sono trovato bene dappertutto. A Vicenza ho esordito, poi sono passato un anno ad Alessandria. Successivamente ho giocato tre stagioni nella Pro Patria, in C2 anche a Busto Arsizio c’era pubblico molto esigente ed importante. Al termine dei tre anni sono andato, sempre in C2, al Giorgione e al Bisceglie rispettivamente per un anno: ho avuto Giudolin come allenatore, poi Pillon che è stato allenatore ad Alessandria. Ho poi vesito la maglia della Pro Lissone, per un anno, Mi sono trasferito a Bolzano, in Interregionale ed ho terminato la mia carriera nella Bagnolese, due stagioni, sempre in Interregionale.

Ha seguito l’Alessandria degli ultimi anni? Che idea si è fatto del lavoro svolto dalla Presidenza Di Masi?

Speravo in qualcosa di più: specie nella stagione 2016/17 quando la promozione in Serie B era veramente vicina ed è sfumata nella finale playoff contro il Parma.

Ho seguito nell’anno in cui c’era come allenatore il mio ex compagno di squadra Angelo Gregucci con la bellissima ed irripetibile cavalcata in Tim Cup fino alla semifinale contro il Milan. Sinceramente ci speravo tanto nel raggiugimento in Serie B, Alessandria è una piazza che merita molto.

Questa stagione la ritengo abbastanza anonima pur non sapendo quali erano le prospettive all’inizio.

Come vede l’introduzione nel calcio professionistico delle seconde squadre?

Sinceramente non ho un’idea molto chiara e non so se possa fare bene al calcio italiano. Siamo costretti a fare una seconda squadra per fare giocare i giovani, mi sembra sbagliato.

Non so che benefici che possa trarne il calcio italiano.

Cosa c’è nell’attualità cosa c’è?

Quando ho smesso di giocare a calcio ho iniziato subito ad allenare nel Camisano Vicentino e sono 26 anni che alleno: il punto più alto della mia carriera è stata l’Eccellenza.

Successivamente mi sono dedicato ai giovani, alle scuole calcio. Mi piace lavorare con i giovani: la differenza è tanta, come spirito di sacrificio dei ragazzi rispetto ai miei tempi perchè adesso è opportuno cercare di parlare la loro lingua e credo che in giro ci sia qualcosa di importante: il calcio italiano non è finito come si sente sempre dire.

Si deve lavorare e si deve investire tanto sui setttori giovanili dove c’è ancora tanto materiale.

PAOLO BARATTO

Lascia un commento