Carrara: “Ad Alessandria due anni intensi ed importanti”

Questa settimana la redazione di Hurrà Grigi ha incontratoMarco Carrara, centrocampista dell’Alessandria nelle stagioni 1988/89 e 1989/90.

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Carrara che ricordi ha delle stagioni in cui ha vestito la maglia dell’Alessandria?

Sono stati anni importanti, ero ancora un ragazzo giovane, all’epoca avevo vent’anni e mi sono trovato in una realtà molto importante come Alessandria. Venivo già da un paio di stagioni considerevoli ma non ero stato un protagonista assoluto: a Padova, ad esempio, avevo giocato uno spezzone di stagione, invece nell’Alessandria ho fatto due annate dove ho sempre giocato ed è stato per me una consacrazione. Ho trovato fiducia e sicurezza. Mantengo dei ricordi bellissimi con la tifoseria attaccata alla squadra in maniera viscerale. Sono stati due anni intensi ed importanti e che ricordo molto volentieri.

Oltre all’Alessandria quale è la piazza dove ha giocato che ricorda con maggiore affetto?

La Reggina perchè è stato un periodo, per me, a livello professionale importantissimo, ritengo di essermi trovato in una tappa fondamentale della mia carriera. Arrivai in Serie C, venivo da Messina. Il primo anno, in Serie C, abbiamo perso i playoff, era il primo anno che la Federazione aveva istituito gli spareggi per salire di categoria, arrivammo secondi dietro ad un Perugia stellare allenato da Ilario Castagner. Giocammo i playoff contro la Juve Stabia, a Castellammare e uscimmo perchè cambiarono le regole. Perdemmo 2-0 in trasferta, nel match di ritorno stavamo vincendo 2-0, in casa, andammo ai supplementari dove vincemmo la partita per 3-2 ma fummo eliminati. La finale la vinse la Salernitana di Delio Rossi, al San Paolo di Napoli, contro la Juve Stabia. L’anno successivo, stagione 1994/95, con allenatore Giuliano Zoratti, vincemmo il campionato con dieci punti di vantaggio sull’Avellino. L’anno seguente, in Serie B, ci salvammo veramente bene: eravamo una squadra giovane reduce dalla vittoria del campionato con squadre importanti, forti e siamo riusciti a salvarci con 47 punti: vinse il campionato il Bologna allenato da Rnzo Ulivieri.

Venendo all’attualità ha seguito l’Alessandria degli ultimi anni, che opinione si è fatto?

Essendo residente ad Arezzo seguo l’Alessandria in quanto è inserita nel girone della squadra amaranto. Direi che la proprietà dell’Alessandria è veramente forte dal punto di vista economico e la paragonerei alla società che c’era quando ero calciatore con a capo Gino Amisano. A livello economico è veramente una potenza ma non bastano solo i soldi per vincere dei campionati. Nella Serie C attuale si vedono tantissimo le difficoltà che hanno molti club a sopravvivere. Avere una proprietà con alle spalle una importante sicurezza economica, secondo me, può essere un viatico importante per poter ambire a vincere qualcosa.

Nel 1987 ha partecipato con l’Italia Under 20, al Campionato Mondiale di Categoria, segnando un gol alla Nigeria: che esperienza è stata?

Il Campionato si è svolto in Cile. E’ stata una bellissima esperienza. Con l’Under 20 feci gli Europei in Jugoslavia, perdemmo la finale contro la Germania dell’Est di Sammer e ci qualificammo per i Mondiali all’anno successivo. La partecipazione al Mondiale la ritengo una delle esperienze più belle della mia vita. Ci siamo sentiti rappresentanti di una Nazione intera: in Cile era presente una comunità italiana molto forte che era presente costantemente al campo di allenamento. E’ stata una esperienze bellissima che porto dentro di me e non la dimenticherò mai.

Nell’attualità di Marco Carrara cosa c’è?

Ho fatto per tanti anni l’allenatore. Ho cominciato con la Serie D. Ho allenato per quasi undici anni dopo diciotto stagioni da giocatore: sono stato vice allenatore al Catanzaro, al Sorrento, al Treviso, al Barletta, ho allenato il Bellaria Igea Marina, l’Atletico Arezzo, il Barletta. Ora sono un paio di anni che svolgo la mansione di agente sportivo: ho diversi ragazzi, giovani: mi piace e mi diverto a seguirli personalmente. Alcuni di questi ragazzi li alleno personalmente per cercare di limare quelle che sono le loro mancanze: il loro anno di nascita varia dal 2002 al 2004.

9 ottobre 1988 Olbia-Alessandria 0-1, debutto e gol vittoria di Marco Carrara.

Ho ricordi da una parte belli perchè ho esordito realizzando la rete della vittoria ma, nello stesso tempo, usci dal campo, al 28’, perchè, nell’azione del gol, presi un calcio nel polpaccio che si gonfiò. Per 3-4 giorni non riuscivo a camminare e saltai la partita successiva proprio per questo gonfiore. All’epoca avevamo Sergio Viganò come massaggiatore. Ricordo anche, nel match casalingo contro il Trento, che feci gol a Massimiliano Taibi, nell’annata 1989-90.

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