RADETZKY’S MARCH – un wargame accurato per “La campagna delle 100 ore”

Giochi di simulazione oppure giochi di guerra dalla grande diffusione popolare degli anni Settanta e Ottanta richiamano un aspetto ludico di forte condivisione, perché chi era adolescente non si è sottratto a più di una serata con amici divisi in almeno due fazioni attorno ad una mappa ad esagoni ovvero ad un diorama con miniature militari e riproduzioni di campo di battaglia.
Pochissimi hanno saputo sottrarsi al fascino del movimento strategico d’opposti eserciti, tant’è che nelle origini come nell’evoluzione delle tecniche di gioco figurano tanto un educatore in una scuola militare come il tedesco Hellwig quanto lo scrittore H. G. Welles, convinto pacifista.
Soltanto lo sviluppo dell’informatica ha un poco offuscato questo passatempo, senza saperlo declinare in modo soddisfacente.
Per questo motivo la struttura portante dell’idea è sostanzialmente rimasta la stessa, ma si possono notare notevoli progressi nella raffinatezza del calcolo delle variabili, recuperando il valore della ricerca storica.
Questo è il valore di un progetto curato dal cartografo Sergio Schiavi, di Torino, il quale va proponendo il gioco di guerra da tavolo (Wargame) “Radetzky’s March – La campagna delle 100 ore”, attualmente sulla piattaforma Kicksrtarter all’indirizzo:

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Qui si potrà fare un deposito (pledge) economico; con questo deposito si ha diritto ad una copia del gioco; quindi, se il progetto troverà abbastanza sostenitori il gioco verrà stampato e poi spedito a chi lo ha sostenuto.
La somma sarà addebitata soltanto alla fine dei 28 giorni di funding se il progetto avrà successo, in caso contrario non succederà nulla (“Pledge” ovvero ‘Impegno’).
Wargame semplice e veloce sull’ultima campagna del Feldmaresciallo Radetzky nel 1849 contro il Piemonte, quella che ha portato alla terribile sconfitta di Novara, che chiude la prima guerra del Risorgimento.
Il gioco è composto da una mappa molto accurata della zona dove si svolsero gli eventi e da 216 pedine molto ben disegnate e coloratissime che rappresentano tutte le forze militari dell’epoca: ussari, dragoni, ulani, fanteria di linea, artiglieria, grenzer, jäger, bersaglieri, granatieri, ponti, comandanti.
I giocatori, impiegando le loro forze in attacchi e ritirate, cariche di cavalleria, movimento strategico, allestimento di ponti, cercano di battere l’esercito avversario e di occupare i punti strategici della mappa.
Il gioco è accompagnato da un libretto di istruzioni corredato da numerosi esempi a colori, da diversi aiuti di gioco e un dado a sei facce.
Insomma, una bella occasione per rivivere un pezzo importante della storia d’Italia, quando allo scadere dell’armistizio che interruppe la guerra del 1848 con l’Austria, il 20 marzo del 1849, le forze piemontesi forti di circa 85.000 uomini con poco più di un centinaio di cannoni, si posizionarono intorno a Novara e Trecate, pronte a varcare il fiume Ticino spingendosi verso Milano nel tentativo di riconquistarla e sollevare la popolazione del Lombardo-Veneto contro l’occupante.
Il feldmaresciallo Radetzky, 83enne comandante in capo delle forze austroungariche, concepì un piano audace ovvero: concentrare tutte le sue forze, circa 75.000 uomini con oltre 200 cannoni, proprio intorno a Pavia, pronto a sua volta a varcare il Ticino per spingersi rapidamente all’interno del territorio nemico, cercando l’esercito sardo per una battaglia decisiva…
Quella stessa che ora sta a noi giocare.

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