Addio cari vecchi parterre

partUn altro pezzo di storia se ne va.

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La gara casalinga contro il Lecce sarà l’ultima in cui si potrà accedere al settore parterre.

Poi, incominceranno i lavori di ristrutturazione e sarà cancellato.

Dico subito che questo addio non mi piace.

Nei parterre c’è sempre stato qualcosa di particolare, che, in un certo senso, distingueva il Moccagatta dagli altri stadi.

In effetti, non è il settore migliore da cui vedere bene la partita, però la vicinanza ai giocatori, all’ingresso negli spogliatoi, alle panchine, al guardialinee.. sono tutte cose  “speciali”.

Ecco, i parterre erano il posto ideale per esprimere il nostro essere mandrogni, ossia cattivi, ironici, irriverenti ed irrispettosi, non solo con gli avversari, ma anche coi nostri “eroi”.

Solo dai parterre del Moccagatta potevi avere un rapporto di vicinanza tale coi protagonisti della gara da poterli quasi toccare con mano, da poterli guardare negli occhi, prima, durante e dopo il match. E capire di che pasta sono fatti.

Adesso, al posto dei parterre avremo il pitch view, una specie di “gabbia” riservata a sponsor, aziende e partner che promette di rendere molti più soldi dell’attuale ubicazione.

Ci risiamo: sempre e solo marketing, alla faccia dei tifosi.

Sarebbe stato molto più utile, secondo noi, fare una bella copertura sopra la curva nord, al fine di evitare che gli eventi atmosferici continuino ad imperversare sul “cuore” del tifo grigio.

Tanto per dirne una, a Cremona, appena ottenuta la promozione ai nostri danni, il primo intervento di ristrutturazione promesso dalla dirigenza è stata la copertura della curva Favalli: forse c’è un po’ più di rispetto per la tifoseria.

Del resto, se non sei di Alessandria, se non hai questa passione nel sangue, non puoi capire cosa significhi “vivere” la gara dai parterre.

Qui la partita si “patisce” rigorosamente in piedi: e del resto quando ci sono emozioni forti, quando il cuore accelera, quando la passione dilaga, come si fa a stare comodamente seduti in poltrona a guardare una gara di calcio?

Invece nel  pitch view dicono che sia come stare a teatro, seduti comodi e rilassati (ovviamente solo se hai il portafoglio molto gonfio): allora meglio andare al cinema o, appunto, a teatro o guardarsela dal divano di casa. Non fa per me.

Al contrario, è proprio del nostro DNA grigio poter inveire, insultare, maledire tutto e tutti, pur restando sempre nei limiti e se anche in campo, talvolta, è volato qualcosa di più di un insulto, pazienza, non è mai accaduto nulla di drammatico, siamo pur sempre in uno stadio.

Adesso, tutto è omologato, tutti devono essere muti e rassegnati alle leggi del marketing (ma perché quando c’è da rovinare qualcosa usano sempre l’inglese?), tutto deve essere piegato alle leggi del denaro (salvo poi dilapidare fortune grazie al D.S. di turno).

Noi ci vantiamo di amare un altro tipo di calcio.

Il parterre resterà un ricordo, come il football vero che è cuore e passione, non pitch view.

Massimo Taggiasco

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