Hanno vinto, ma non riesco a perdonarli.

img_8769Hanno vinto, ma non riesco proprio a perdonarli.

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Ci vuole ben altro per riconquistare il cuore dei tifosi: diciamo che la vittoria contro la Casertana è stato un primo, piccolo passo nella giusta direzione, ma la strada è ancora lunga.

Non è stata certo quella contro i campani la partita giusta per dimostrare di saper e voler sputare lacrime, sudore e sangue per la nostra maglia.

Il divario tecnico era talmente grande ed evidente che tre reti di scarto ci stavano tutte, senza fare molta fatica (invece siamo anche riusciti nell’impresa di prendere il solito gol incredibile): quest’anno, al Moccagatta, di squadre così scarse se ne sono viste veramente poche

In realtà non c’è stata partita, ma troppe delle nostre individualità sono apparse ancora molto sotto tono: non è da una gara così che si può comprendere se il peggio è veramente passato. Stiamo attenti a non illuderci.

Non voglio essere polemico a tutti i costi, ma vedremo di che pasta è veramente fatta questa squadra solo adesso che gli avversari saranno indubbiamente più forti e sappiamo che, come dice il famoso proverbio, “quando il gioco si fa duro, i duri giocano”.

Sarà così?  Vedremo.

Personalmente sono, ovviamene, soddisfatto per il passaggio del turno, sono contento per i nostri colori e soprattutto per i nostri tifosi che, ancora una volta, nonostante tutto, hanno affollato numerosi il Moccagatta.

Tremila persone allo stadio dopo le delusioni patite rappresentano il risultato più bello: siamo un grande pubblico, su questo non ci possono essere dubbi.

Non è, però, il caso di fare proclami: quella di noi tifosi è una fiducia condizionata, sospesa. Vedremo cosa ci riserva il futuro. Per ora, abbiamo ancora negli occhi la Giana, il Prato, la Lupa… e sono cose che non si cancellano.

Del resto, a dimostrazione di quanto vado dicendo, vi è il fatto che, a fine gara, i giocatori si sono guardati bene dall’andare sotto la curva. Fanno ancora fatica a capire che “i grigi siamo noi!”

Hanno vinto, ma sarà molto difficile perdonarli.

Massimo Taggiasco

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