METTETE LA BELLEZZA NEI VOSTRI PROGRAMMI POLITICI

Alessandria – Due regali insoliti arrivati in città per abili mani ignote, hanno avuto il pregio di sorprendere in modo piacevole chi ha avuto la sensibilità di notarli, per questo credo sarebbe bene avviare una riflessione sulla bellezza, anche come argomento da inserire nei programmi elettorali.
Nelle immagini scattate in due angoli del centro, un quadro con fiore appoggiato sul muro in mattoni faccia a vista dietro Palazzo Ghilini, quindi un murales o più propriamente una firma (tag) poco distante l’ex Ospedale Militare.
La terza immagine, ad alimentare ferocemente il contrasto con le prime due, un angolo di via Verona, con una installazione estemporanea e del tutto casuale, al fine di soddisfare l’andazzo contemporaneo secondo cui “in ciascuno di noi alberga un animo artistico”.
La bellezza illumina le città, come cultura e forma di vita perché afferma senza meno che vi sono uomini e donne che donano la loro anima in favore della comunità offrendo almeno tre buone ragioni per frequentarne gli spazi.
Per prima proprio la vastità dell’argomento, che induce a discuterne ed a promuovere azioni positive mettendo in moto l’intelligenza collettiva o meglio ancora accrescendo la foga dei cervelli quale motore che muove le città.
La seconda ragione sta che lo sviluppo degli spazi urbani non s’interrompe mai, ma rappresenta una costante dello spirito occidentale in cui le spinte della politica debbono sempre essere messe in discussione con lo spirito del tempo.
Infine, le città europee non sono affatto rappresentate dalla somma dei cittadini positivi e che quindi semplicemente la accettano, ma dalla differenza tra quelli che vogliono costituire la città e coloro che desiderano estraniarsene.
In ogni caso è il forte potere attrattivo della bellezza che rende significative le scelte, che altrimenti scadrebbero nella mera contingenza e affonderebbe nella terribile supposizione, talvolta messe a puntellare scelte politico-amministrative.
Inserire la bellezza nei programmi politici, tenendone poi debito conto nelle scelte di governo della città, avrebbe il pregio di rendere comprensibile lo spazio urbano e aumenterebbe il numero di coloro i quali lo vogliono animare.
La città ideale non è soltanto un luogo di commerci o la sede del potere, ma dev’essere soprattutto un centro di ambizioni capaci di ampliare le sfere di interesse, che sempre funzionano bene come antidepressivi sociali.
L’arte pare inutile quando estraniata da qualunque contesto, ma proprio per questo è in grado di sviluppare una grande forza attrattiva, di cui sarebbe bene per noi tutti far tesoro.

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