Maledetta primavera

Il titolo della canzone di Loretta Goggi, del 1981, riecheggia nella mente e nei cuori di tutti gli alessandrini da tre anni a questa parte: anche se, due stagioni orsono, quella con Luca D’Angelo allenatore, la squadra si trovò prima per caso ed era stata costruita per stare dalla parte sinistra della classifica.

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Ancora una volta l’Alessandria si è fatta male con le sue stesse mani, non approfittando dell’enorme pacco regalo confezionato a Livorno dai giocatori di Foscarini, e buttando alle ortiche una stagione che sembrava essere unica e irripetibile.

I motivi di un ennesimo crollo sono da ricercarsi in più fonti, l’unico che è giusto salvare dal naufragio della barca grigia è Pillon, giunto in riva al Tanaro alla vigilia di Pasqua e incolpevole della caduta vertiginosa dell’Alessandria. Nessuno al suo posto avrebbe avuto la bacchetta magica per poter, di colpo, cambiare l’inerzia e la testa dei giocatori.

Ognuno è giusto che si faccia un bell’esame di coscienza, ammesso che la abbia e che la società si circondi di persone competenti e navigate nel calcio.

Ma cerchiamo di analizzare i punti nefasti di questa Alessandria: nella gara di Tivoli, ancora una volta, dalla gara contro il Giana Erminio, del 1 aprile, quando la squadra ha subito la rete del pareggio non è più stata in grado di reagire e di portare a casa i tre punti: il motivo principale è psicologico, di testa che è la componente principale del meccanismo umano, da lei dipendono anche le gambe. La notizia del vantaggio del Livorno, grazie alla rete di Maritato, al 5′ del secondo tempo, è giunta subito ma, inspiegabilmente, la reazione di una squadra che ha la grande occasione di tornare in vetta al campionato, non c’è stata. Non è la prima volta in questa stagione che gli attributi, in momenti topici del campionato, non vengono fuori, è questo è un limite grave per calciatori che vantano partite in Serie B e A nel loro curriculum.

Con il pareggio di ieri l’Alessandria ha conquistato 28 punti in 18 partite del girone di ritorno, quando invece nel girone di andata, a parità di gare giocate, i punti raccolti erano stati 46. 18 punti in meno. Nonostante tutto la Cremonese ha offerto diverse chance ai grigi per poter tornare in vetta al girone ma la squadra ha fallito, dal Presidente in testa.

Parliamo dei singoli giocatori: Vannucchi ha palesato errori in momenti topici del torneo, parando anche rigori decisivi nel corso del campionato ma gli errori con Como, gol del vantaggio dei laniari nella gara di ritorno, Giana Erminio, Prato e Viterbese pesano come un macigno nell’economia del campionato. Barlocco ha alternato troppo spesso sali scendi, Manfrin è un oggetto misterioso, arrivato infortunato, non ha mai ritrovato la condizione ottimale. Piccolo e Gozzi, dopo una prima parte di stagione ma autentici muri, sono crollati dal punto di vista fisico, più il secondo del primo. Celjak ha mandato sulla traversa la palla del sorpasso in classifica a dieci minuti dalla fine del match, ma il suo campionato ha visto  diversi gol arrivare dal suo versante difensivo.

A centrocampo Cazzola è salvabile: ieri è stata la sua unica vera partita negativa del torneo. Branca, ieri migliore dei suoi, si è adattato a un ruolo non suo, ci ricordiamo di suoi passaggi agli avversari. Marras tanta corsa e volontà ma poca sostanza. Nicco è stato più in panchina che in campo e in questa squadra sarebbe tornato utile; Sestu è il vero flop della campagna acquisti. Iocolano, forse come era Luca Mora, non gioca nella sua posizione naturale, non esprimendo appieno quelle che sono le sue qualità. In attacco Marconi non potrà mai garantire i gol per vincere un campionato. Bocalon, capocannoniere del girone ha segnato solo un gol in tutto il girone di ritorno giocato a Como. Evacuo, poco impiegato, due gol fino ad ora segnati, ieri, rigore a parte, è stato negativo. Fischnaller, il vero, ancora non lo abbiamo visto e speriamo di vederlo.

Sabato calerà il sipario sulla stagione regolare, la Cremonese sarà promossa in Serie B, a pari punti con l’Alessandria per via degli scontri diretti, aumentando ancora una delusione già ai massimi livelli nella storia della città alessandrina. Ci sarà tempo per i processi perchè ci sarà un playoff da preparare con una settimana di riposo, le seconde in classifica il primo turno, domenica 14 maggio, non lo disputeranno e entreranno in gioco il 21 maggio. Da li in  poi sarà un’altra storia, un altro campionato da raccontare ma la delusione ci sarà ancora, forte, viva per un campionato che a questo punto, poteva essere vinto da settimane.

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