Propongo una tregua

img_8153Vorrei proporre una tregua tra Curva Nord e Alessandria Calcio.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Lo faccio a titolo personale, come tifoso e come Direttore di un giornale che vuole dare la parola, in primo luogo, ai tifosi dell’Orso Grigio.

In occasione della gara casalinga contro il Renate, il silenzio ed il vuoto della Curva Nord hanno detto più di ogni coro, più di ogni protesta urlata.

Gli spettatori paganti, rispetto alle gare precedenti, sono diminuiti di quasi il 50% e questo mi sembra un dato molto significativo, su cui tutti debbono riflettere.

I tifosi sono il vero patrimonio dell’Alessandria Calcio.

A questo punto, quindi,  penso che le posizioni delle “parti in causa” siano state  espresse: forse, è il momento di parlarsi, di guardarsi negli occhi e giungere finalmente ad un chiarimento.

Se ci si volesse incontrare in campo “neutro” (società e rappresentanti della Curva Nord), la redazione di Hurrà Grigi è a disposizione.

Sia ben chiaro, comunque, che, da parte mia, non intendo fare pressioni sulle idee e sulle convinzioni di nessuno: anche io ho espresso il mio (sdegnato) pensiero e non cambio idea.

Ritengo, però, che in questo momento, si debba solo fare in modo che la squadra trovi le migliori condizioni per giocarsi il finale di campionato, qualunque esso sia, promozione diretta o play-off.

Ci sarà tempo, dopo, per tutte le accuse e le recriminazioni del caso, per l’individuazione delle responsabilità: al momento, tutto quello che si doveva dire è stato detto. La protesta è stata chiara ed esplicita.

Adesso, però, il traguardo della serie B è troppo importante e viene prima della nostra rabbia, della nostra delusione, delle scuse dell’ultimo minuto: è un premio, prima di tutto, per noi tifosi, che lo abbiamo meritato nell’ arco di tutta la stagione,  e per la città.

Ripeto, parlarsi sarebbe, secondo me, la cosa più saggia.

In caso contrario, troviamo il modo di fare una tregua (anche unilaterale) per non vedere più il Moccagatta vuoto e silenzioso, nell’interesse di tutti.

Massimo Taggiasco

Lascia un commento