Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

alessandria quasi perfetta

bolloliSilvio c’è qualche cosa di non bello che possiamo dire a proposito dell’Alessandria Calcio?

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

In questo momento ci vuole veramente della fantasia per pensare a qualcosa di meno che brillante nei confronti dei grigi.

Diamo uno sguardo ai numeri?

C’è poco da dire, questa Alessandria da un punto di vista meramente statistico è molto vicina alla perfezione: i grigi hanno infatti totalizzato 47 punti in 19 partite, che – come hanno rimarcato alcune testate in questi ultimi giorni – è un record assoluto per la Lega Pro, ma anche gli altri numeri destano impressione.

Quali?

39 reti segnate in 19 partite fanno una media di 2.05 gol a partita che a mio avviso è veramente ottimale. Quanto invece ai gol subiti il totale di 12 reti al passivo in 19 partite fa segnare uno 0.63 che si avvicina a quello 0.5 che altrettanto considero vicino alla perfezione per mantenere un passo da assoluta dominatrice.

2 gol fatti a partita e 0.5 subiti secondo te sono una statistica da perfezione?

In un campionato con 38 partite significano qualche cosa come 76 reti all’attivo e appena 19 al passivo: si direi che si potrebbe considerare una statistica veramente ottimale.

Ci sono altri numeri che ti hanno colpito nelle ultime partite?

Sicuramente si, basti pensare al fatto che la difesa dell’Alessandria ha ritrovato una buona imbattibilità spezzando quel filotto di numerose partite in cui aveva sempre subito almeno 1 gol e che, in alcune occasioni, sono anche arrivati punteggi piuttosto rotondi: se a ciò aggiungiamo il fatto che abbiamo la miglior coppia di attaccanti del torneo, cioè a dire Gonzalez e Bocalon, mi pare che ci sia veramente ben poco da aggiungere.

Però nell’ultima partita l’Alessandria non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 contro un Pontedera gagliardo e la Cremonese ci ha rosicchiato due punti.

E’ vero ma il fatto di essere non più a +10 bensì solamente a +8 non mi desta particolare preoccupazione: otto lunghezze restano un margine di assoluta tranquillità. Per quanto riguarda la Cremonese, il suo recente successo in trasferta per 0-3, dimostra comunque che è un’ottima squadra che non deve essere sottovalutata ma l’Alessandria ha una marcia e mezza in più dei grigio rossi.

Però ci avevano quasi raggiunto.

Ripeto: la Cremonese è un avversario da non sottovalutare ma l’Alessandria è più forte e quindi deve semplicemente fare la gara su se stessa. Se i grigi continueranno a lavorare con questo impegno il campionato sarà nelle loro mani, non c’è Cremonese che tenga.

Stai dicendo che questa Alessandria può solamente perderlo il torneo?

Mi pare che questo sia nei numeri: i grigi ci avevano già abituati ad essere in testa alla classifica nel 1996/97 e più recente nell’annata di Sarri e anche nelle due ultime stagioni, sia con d’Angelo che con Gregucci al timone, ma mai come quest’anno è stato scavato un solco cosi importante con le dirette inseguitrici. Si, oggi mi sento di dire che l’Alessandria il campionato può soltanto perderlo a condizione, ripeto, che i grigi mantengano questo impegno e questa concentrazione.

 Qualche critico sostiene che nel gioco non siamo cosi brillanti?

E’ una critica fondata sulle caratteristiche che il mister Braglia ha impresso alla squadra: è apparso infatti evidente fin dal precampionato che il mister toscano privilegiava una formazione con centrocampisti e difensori centrali molto fisici, magari più di quantità che non di qualità rispetto ad altri elementi con ali veloci e molto tecniche ed attaccanti in grado di buttarla dentro. Queste caratteristiche non dico che facciano storcere il naso ma magari non fanno sempre godere i palati fini ma, a conti fatti, stanno producendo una messe impressionante di punti e risultati di assoluto rilievo: in questo momento il metodo Braglia è assolutamente vincente, lo dimostrano i fatti.

Siamo a Natale: quale è a tuo avviso la persona che merita di più di essere festeggiata?

Senza dubbio il Presidente Luca Di Masi: anche se non è particolarmente lodato e osannato perché spesso il cuore del tifo gli preferisce beniamini come questo o quel giocatore o l’allenatore, e’ senza dubbio lui l’uomo che è riuscito a fare grande l’Alessandria. Di Masi ha investito ingenti risorse personali nel perseguimento di un sogno, ma ha avuto soprattutto il merito di non arrendersi mai di fronte alle sconfitte. Quando ci sono uomini con questi spirito al timone la vittoria prima o poi arriva, è solo una questione di tempo.

Qualcuno lo ha giudicato poco propenso all’autocritica.

Anche io l’ho pensato più di una volta, ma oggi devo dire che quella nei momenti bui appariva come una ridotta propensione all’autocritica appare col senno di poi una spinta costante a guardare avanti e a non perdere la fiducia e l’ottimismo che sta pagando.

Parli di Di Masi come se avesse già vinto il campionato.

Di Masi non ha ancora vinto il campionato però ha rilanciato l’Alessandria dal punto di vista dell’immagine nazionale e internazionale e ha già raggiunto due record strabilianti: le semifinali di Coppa Italia e questo incredibile inizio di campionato.

Ricordo una vecchia battuta di Claudio Maselli, allenatore dell’Alessandria a cavallo del 2000, al quale una volta rimproverai che nonostante la prima posizione in classifica i grigi non convincevano dal punto di vista del gioco. Il mister, un po’ piccato di rispose: “con questa mentalità non ci si gode mai niente”. All’epoca non lo condivisi ma oggi devo dire che oggi un pochino mi sbagliavo: è giusto puntare sempre al traguardo finale ma ogni tanto bisogna anche sapersi beare dei record e dei grandi successi ottenuti durante il percorso se no non si assapora abbastanza la vita e non si gode dei frutti, anche transitori del lavoro effettuato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *