Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Il campionato ricomincia con la Carrarese!

bolloliSilvio, la festa è già finita?

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La festa è già finita, ma questa è una buona notizia.

Come sarebbe a dire?

Sarebbe a dire che con la Cremonese sotto di almeno un punto, l’Alessandria deve entrare nell’ordine di idee che è come se il campionato ricominciasse domenica con la Carrarese, che ogni partita dovrà essere combattuta sino alla fine: solo in questo modo i grigi possono sperare di trarre il meglio da se stessi.

Ma era giusto festeggiare?

Certo che era giusto: questa è una piazza affamata di serie B de oltre 40 anni e che, ciò nonostante, con un calore degno del Sud America, ha continuato ad incitare i propri beniamini anche nei momenti più difficili. Non posso dimenticare lo striscione “Da Cerano a Milano…. per dirti ti amo”. Questo è l’amore dei tifosi di Alessandria per i propri beniamini. Questo amore ha anche bisogno di incoraggiamenti, di gratificazioni, e quale migliore gratificazione di un primato addirittura a livello europeo? Sì, è stato giusto godersela anche un po’.

Se la Cremonese ci ha quasi raggiunti, qualche errore, comunque, lo abbiamo commesso.

Certamente: già nelle nostre precedenti conversazioni avevamo evidenziato alcune mancanze nell’Alessandria, adesso queste mancanze purtroppo ci sono costate un momento di indubbia flessione.

Addirittura?

Già nella partita casalinga con la Robur Siena i grigi mi erano piaciuti soltanto a metà, soprattutto per come si erano fatti acciuffare dal 2 a 0 al 2 a 2 e poi i pareggi con il fanalino Racing Roma e con la Giana Erminio, che pure ci ha cacciati dalla Coppa Italia di Lega Pro, fanno capire come l’Alessandria stia indubbiamente attraversando un momento di flessione: sotto questo profilo, è ben vero che i grigi hanno segnato sempre, ma hanno anche buscato una media gol un po’ troppo elevata per una squadra che vuole vincere il campionato e, quel che più conta, hanno cancellato il filotto di vittorie consecutive.

Qual è il punto debole dello squadrone grigio?

Allo stato attuale i mali dell’Alessandria devono essere ricercati anzitutto in difesa; intanto il fatto di aver subito gol in pressoché quasi tutte le partite disputate non è già di per se un buon segnale, e la media di circa una rete al passivo per partita non è da leader di un campionato, ma, se andiamo ad analizzare come i gol sono stati incassati, si possono trarre utili informazioni.

Puoi essere più preciso?

In alcuni casi (come, a titolo di esempio, nella partita di Piacenza e in altre) ci sono state delle disattenzioni dei due centrali (cioè a dire Gozzi e Piccolo) che hanno consentito all’attaccante avversario di sgusciare in mezzo: non sto dicendo che Gozzi o Piccolo abbiano commesso degli errori (anche se qualche volta ciò è avvenuto), ma che probabilmente non sono funzionati i necessari automatismi tra i due sul limite dell’area piccola.

 E poi?

E in altre occasioni, come nella partita pareggiata in casa con la Cremonese oppure a Olbia, dove pure i grigi hanno stravinto, ci sono state discese solitarie dell’ala avversaria sull’altrui contropiede che hanno permesso a certi giocatori di trovarsi praticamente soli e di poter battere Vannucchi in uscita.

Questo che cosa significa?

In quest’ultimo caso vuol dire che in fase di ripiegamento non tutti i giocatori, nel caso di specie in particolar modo gli esterni, hanno saputo tenere adeguatamente d’occhio gli avversari.

Quindi?

Quindi ritengo che Braglia debba lavorare molto sulla difesa e, in una squadra che ha un attacco stellare e un centrocampo (per scelta dello stesso allenatore) di grande dinamismo e fisicità, non ho paura a dire che è la difesa il reparto che eccelle un po’ meno.

Parliamo comunque della capolista.

Non vi è alcun dubbio, l’Alessandria è e resta una squadra di primissimo ordine ma, come ho detto, arriva un momento in cui i festeggiamenti devono finire e bisogna capire dove si può migliorare: oggi l’Alessandria, se vuole allungare sulla Cremonese e conservare la leadership, deve migliorare soprattutto nel pacchetto arretrato.

Di Masi è entrato in consiglio di Lega con una votazione pressoché plebiscitaria.

E’ una notizia splendida che, però, deve essere interpretata nel modo giusto: alcuni malpensanti ritengono che con Di Masi all’interno delle istituzioni i grigi possano godere di maggior prestigio anche sul campo. Questo è un errore: la presenza di Di Masi in consiglio dà lustro e prestigio alla società Alessandria e alla persona di Di Masi, ma il prestigio sul campo deve derivare da un atteggiamento gladiatorio nell’arena e non dal successo dietro la scrivania.

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