PREMIO FOZZI-LOCARDI, UNA POESIA IN MEMORIA DI ANTONIO SILVANI

La poesia è anche strumento di memoria, così mi ha fatto piacere partecipare al concorso di poesia dialettale “Fozzi-Locardi” con un componimento dedicato all’amico da pooco scomparso, Antonio Silvani; fra i suoi merito quello di esser stato l’anima di questa bella iniziativa, dedicata ad altri due amici il cui ricordo non è venuto meno.
Il componimento ora è pubblicato ufficialmente dai curatori del concorso e mi fa piacere condividerlo (con traduzione).

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EL ME AMIS
per nenta smentiè Antonio Silvani
Av ciam schisa brava gent,
ma el me parler sciett a l’è sop
e fareisa mej a tasi.
A vla digh cier, che me a so scrivi en lengua,
ma u iera un me amis cum dava una man
cul dialet ad mè vegg.
A l’era brav perché at mustrava
sensa jesi cul cu muntava an catedra
e ti stavi da senti per amparà chi-cusletta.
A so pì nenta scrivi an vernacolo,
ma bunta vostra, acetemi ‘sti strafalcion,
perchè ‘am manca tant, el me amis Antonio.

IL MIO AMICO
per non dimenticare Antonio Silvani
Vi chiedo scusa brava gente,
ma il mio parlar schietto è zoppo
e farei meglio a tacere.
Ve lo dico chiaro, che so scrivere in italiano,
ma c’era un amico che di dava un mano
con il dialetto dei miei vecchi.
Egli era bravo perché insegnava
senza montare in cattedra
e tu stavi a sentirlo per imparare qualcosina.
Non so più scrivere in vernacolo,
ma bontà vostra, accettatemi questi strafalcioni,
perchè mi manca tanto, il mio amico Antonio.

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