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Lega Pro, Girone A: il commento della 23° giornata

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Arrivati alla 23° giornata, la situazione in Lega Pro è piuttosto chiara: i gironi A e B sono saldamente comandati da Cittadella e Spal, di cui la promozione diretta verrà difficilmente messa in discussione, mentre il girone C, non per caso ribattezzato come “Serie B/2”, appare decisamente più incerto con tante squadre in lotta per il primato. Dopo aver tracciato in linea generale la situazione dei tre gironi, analizziamo tutto ciò che è successo nell’ultimo turno del “nostro” girone, il girone A.
Partenza dedicata all’Alessandria. La vittoria contro l’Albinoleffe per molti aveva segnato un momento di svolta della stagione: dopo alcuni risultati altalenanti, infatti, i grigi a Bergamo sono tornati a vincere e convincere. Solo sei giorni dopo, però, l’Alessandria ripiomba nel limbo: 1-1 casalingo con la Pro Piacenza, -10 dalla vetta e sogno promozione diretta praticamente svanito. Partita soporifera quella del Moccagatta: come da copione, l’Alessandria fa la partita, tenendo bene il campo e costringendo gli avversari a chiudersi nella propria metà campo. Il problema dove sta? Nella lentezza della manovra, nell’intensità e nella difficoltà nel creare occasioni pericolose. Non proprio dei problemetti secondari, ai quali va aggiunta una preoccupante tendenza a vanificare i risultati di momentaneo vantaggio. Un inizio di 2016 non grigio, bensì nero, eccezion fatta per la trasferta di La Spezia in Coppa Italia: i grigi, infatti, hanno perso di vista il Cittadella (ora distante dieci punti) e si sono fatti malamente risucchiare nella zona playoff. Playoff che, senza una decisa inversione di tendenza, potrebbero sfuggire dalle mani di Gregucci, proprio come l’anno scorso.
Sesta vittoria consecutiva per il Cittadella. La capolista si impone a Padova contro la squadra di Pillon continuando la propria impressionante striscia di risultati positivi. Sì, perché sei successi di fila in Lega Pro rappresentano un capitale enorme che, con sempre meno partite da qui alla fine, avvicina sensibilmente l’obiettivo della promozione diretta. Un match ostico, complicato: una delle classiche “partite sporche” che si possono incontrare durante l’anno e che vanno necessariamente vinte, anche solo per 1-0. L’abitudine a recitare in un palcoscenico come la Serie B, in cui i granata hanno presenziato per ben sette stagioni di fila, sta facendo la differenza: premesso che le qualità della rosa sono indiscutibili, gli uomini di Venturato riescono a gestire alla perfezione i momenti e le pressioni con cui devono convivere le squadre di testa. Una squadra di un’altra categoria, una squadra da Serie B.
Il Pordenone passa pure a Cremona. Contro i padroni di casa della Cremonese, i neroverdi attuano una strategia tanto prudente quanto efficace, lasciando il pallino del gioco alla Cremonese e sfruttando in maniera ineccepibile gli episodi. Alla faccia di chi pensava che questo Pordenone sarebbe crollato: quando le fondamenta sono solide, i risultati arrivano. Lo stesso discorso coinvolge la Feralpi Salò, fermata sul pari dal Südtirol: nonostante la scarsa esperienza ad alti livelli, avvertimenti di un imminente crollo verticale non ce ne sono.
In fondo al gruppo si accende la bagarre, con sei squadre in cinque punti e una salvezza ancora tutta da scrivere.

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