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Lega Pro: Giuseppe Gravina eletto Presidente, sarà l’uomo della svolta ?

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I nostalgici dell’inciucio sono rimasti a bocca asciutta. Lode ai Presidenti, nella stanza dei bottoni sono prevalsi coscienza e senso di responsabilità. Gabriele Gravina, dirigente di lungo corso e figura instituzionale, è stato eletto Presidente della Lega Pro, a stragrande maggioranza. Finalmente la Lega Pro, può ritenersi a tutti gli effetti una squadra, con una rosa ampia, composta da 54 elementi, ed un capitano.

Decisivo è stato il secondo scrutinio, dopo che al primo nessuno aveva ottenuto il quorum necessario. Alla nuova votazione Gravina ha ottenuto 31 voti, contro i 13 di Pagnozzi e i 7 di Marcheschi. Gravina è succeduto a Tommaso Miele, che era diventato commissario della Lega Pro, dopo la squalifica che ha concluso la quasi ventennale presidenza di Macalli.

Gravina aveva annunciato, in sede di presentazione del suo programma, di voler essere il rappresentante di tutte le squadre. Come dovuto, saranno accolte, valutate e rispettate le richieste di tutti. Si vuole cercare di garantire un futuro più sereno alla categoria. Il Presidente eletto sa di non essere al riparo da possibili correnti contrarie e sa, soprattutto, nei prossimi dodici mesi, di essere chiamato a confermare la stima dei Presidenti, sa che dovrà ottenere risultati di prestigio.

Gravina è l’uomo giusto per la svolta, l’unico in grado di porre in essere il distinguo più netto tra Tavecchio e Lotito. Il direttivo è completato dai Presidenti Cerrai (Lupa Roma), De Meis (Rimini), Lovisa (Pordenone), Maglione (Melfi), Miani (Ancona), Sannella (Foggia), Tardella (Maceratese) e Nitti (Pro Patria).

Riportare il format della Lega Pro a 60 squadre sarà il suo cavallo di battaglia, come sarà interessante rinvigorire l’interesse per il campionato ampliando il numero delle squadre che parteciperanno agli spareggi promozione. La nuova governance sarà chiamata a rimediare agli errori commessi dalle precedenti gestioni.

In questo contesto non va dimenticato che il 2016, sarà l’anno dell’elezione del nuovo Presidente Federale.

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