Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

IL 2015 GRIGIO: L’ANNO DEL RISCATTO

ITALY SOCCER CUP

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Il 2015 è volto al termine. Un anno intenso, carico di adrenalina, di emozioni, quelle forti. Tra un cenone di Capodanno a base di pesce e cotechino, un brindisi in onore dell’anno nuovo e una sbornia ancora da smaltire, ci ritroviamo qui a parlare di Alessandria e del suo 2015.
Alessandria è una città cupa, abitudinaria, distaccata. La fitta nebbia e il freddo, ahimè, padroneggiano. Alessandria e la sua qualità della vita si ritrovano solamente al 72° posto della speciale classifica stilata recentemente da “Il Sole 24 ore”: una realtà amara, dura da digerire. È un momento complicato, non solo per la nostra città: la disoccupazione aumenta, i giovani faticano a integrarsi nel nostro bizzarro sistema e la politica italiana è ferma al palo, come un automobile senza gasolio.
Nel Paese delle verità nascoste e dell’ipocrisia dilagante, il calcio ricopre una funzione fondamentale. Il calcio impersona un rifugio sicuro, in cui potersi distaccare dalla quotidianità, dalle ansie e dalle preoccupazioni. Un luogo sacro dove poter lasciarsi andare, in tutti sensi. Il calcio è creatività, libertà, gioia.
La freddezza di una città storicamente timida e introversa è scemata improvvisamente proprio grazie al “football”, che è riuscito nell’impresa di “sbattere” Alessandria e gli alessandrini sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: la magia del calcio ha attorniato la nostra città.
Il 2015 è stato per l’Orso Grigio, tanto per rimanere in clima natalizio, come uno squisito pandoro diviso in due parti.
I primi sei mesi del 2015 non possono essere definiti fallimentari, bensì leggermente deludenti. L’Alessandria, al di sopra di tutte le aspettative, si è ritrovata nella fase finale della stagione 2014/2015 a lottare con le prime della classe per la promozione in B. I playoff sono sfuggiti dalle mani dei Grigi proprio nelle ultimissime battute del campionato tra la rabbia, la delusione e il rammarico degli alessandrini, illusi per l’intera stagione dalle prestazioni altisonanti della propria squadra e proprio all’ultimo curvone buttati giù dalla realtà dei fatti. Questa è la prima fetta del pandoro: gustosa ma senza ingredienti aggiuntivi, in parole povere priva della classica ciliegina sulla torta. Una buona base su cui costruire un maestoso grattacielo.
Il presidente Di Masi in estate decide di mettere mano al portafoglio, investe tanto (e bene) e fissa l’obiettivo stagionale: la promozione in Serie B. Beppe Scienza brucia subito tutte le cartucce a propria disposizione, perde la fiducia di squadra e dirigenza e viene esonerato dopo solo quattro mesi dal suo approdo in Piemonte. Al suo posto subentra Gregucci: il 2015 grigionero svolta decisamente. I Grigi raggiungono in breve tempo, grazie a un invidiabile ruolino di marcia, le primissime posizioni della classifica ma le maggiori soddisfazioni arrivano da un’altra competizione: la tanto bistrattata, quantomeno dalle squadre di Serie A, Coppa Italia. Dopo aver superato agevolmente i primi turni, i Grigi eliminano Palermo e Genoa raggiungendo i quarti di finale, in cui affronteranno lo Spezia. Città su di giri, tifosi letteralmente impazziti, opinione pubblica sbalordita: questi gli effetti collaterali prodotti dall’impresa dell’Alessandria. La seconda fetta di pandoro si presenta dunque più ricca: una prelibatezza ricoperta di una crema pasticcera di primissima qualità. Roba per palati fini.
In un periodo socialmente e politicamente complicato, il riscatto di una città intera parte dal calcio, dalla sua bellezza e dal suo fascino inestimabile.
Propositi per il 2016? Consacrarsi ad alti livelli, nonostante tutto.

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