Hurrà Grigi

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COME RACCONTARE LE STORIE DI PERSONE NON PER FORZA ILLUSTRI

spunti per organizzare
uno storytelling efficace

I ricordi sono fotogrammi isolati, privati di narrazione e privi di contesto.
Come accade per le fotografie, singolarmente non spiegano il contesto in cui sono stati scattati; né il prima e neppure il dopo.
Sono una sorta di sospensione del tempo che li rende affascinanti, fantasiosi, da interpretare.

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LE FOTOGRAFIE
Le fotografie che emergono da un cassetto oppure da un album possono diventare parti della memoria e stimolo per delle narrazioni.
Occorre dedicarsi alla loro osservazione, coll’aiuto dell’altro, così come accade quando si vuol tracciare la storia del proprio corpo.
Il medico ci aiuta nel ricordo (anamnesi).
La reminiscenza delle idee avviene in seguito alla percezione di oggetti sensibili.
Le fotografie sono oggetti che richiamano altri oggetti, quelli che vi sono rappresentati.
Sono oggetti che portano anche informazioni proprie come il tipo di carta, le eventuali, rare annotazioni sul retro, l’usura del tempo.
Le fotografie recano con sé emozioni, legate o meno al ricordo, perché ci possiamo impossessare di un’immagine anche se non siamo stati partecipi dell’evento rappresentato.

LA MEMORIA
Ogni avvenimento non dev’essere minimizzato e neppure esagerato.
Meglio lasciarsi andare al godimento della visione e concentrarsi sullo sforzo che ci guida nella tenuità dei ricordi.
Quelli intimi.
Quelli personali.
Quelli che appartengono alla collettività.
Quelli che connessi ad avvenimenti oppure a luoghi.
In ogni caso sono frammenti che talvolta vengono messi insieme, ma rimangono sempre frammenti.

LE BIOGRAFIE
Ci sono davvero uomini con una biografia e uomini senza una biografia?
Se una persona cara viene improvvisamente a mancare è raro che si pensi di scriverne la biografia.
Quelle delle persone importanti invece si ha l’impressione che possano scrivere da sole.
Sono complici di questa impressione i giornali, la radio, la televisione, il web.
I frammenti biografici devono essere chiari e messi in relazione fra loro, con un abbozzo di narrazione che li leghi.
Dovrebbero fornire elementi sufficienti per tracciare il profilo della persona.
Non si tratta di individuare grandi gesta, bensì di ritrovare piccoli episodi, gesti quotidiani ormai perduti, frasi apparentemente insignificanti.
Conta molto il contesto, come pure quel che avvenne prima e dopo l’avvenimento.

LE STORIE
Ci sono storie dappertutto, ma occorre saperle cogliere.
Ciascuno di noi ha una storia, ma non sempre si possiede la capacità di narrarla.
Non è tanto importante la storia, quanto la nostra capacità di raccontarla.
Tutti quanti noi conserviamo a lungo il sogno di lasciare una traccia concreta del nostro passaggio.
Abbiamo dei frammenti e questi debbono essere collegati per poter avere una storia.
Occorre avere la capacità di individuare il filo rosso narrativa che li colleghi (il filo rosso veniva inserito nelle gomene della Marina britannica per riconoscerle e quindi evitare di farsele sottrarre).

STORIE DA QUADRI E FOTOGRAFIE
Un quadro o una fotografia possono essere sottoposti a descrizione o meglio a traduzione da un linguaggio ad un altro linguaggio.
Questo è il caso della trasformazione, anzi della trasposizione da romanzo a sceneggiatura, da romanzo ad opera teatrale.
Vi è sempre la tentazione dell’anacronismo, poiché si tende a leggere o a dedurre riferimenti e comportamenti contemporanei.
Le cose e gli oggetti tendono ad esser nominati e quindi a diventare protagonisti della scena.

STORIE DI GENTE COMUNE
Le storie della gente comune mancano perché pochi le raccolgono eppure sono utili per dare il giusto tono e rievocare il sapore di un’epoca, se non addirittura per ritrovare il significato di un evento.
Non si tratta semplicemente di raccoglierle, quanto di riportarle in vita scrivendole e rappresentandole.
Un lavoro che sembra facile, ma già la memoria brutta giochi scherzi ed il tempo trascina via uno ad uno gli ultimi testimoni.
Ora si tratta di ricostruire delle storie dialogando con le fonti primarie necessarie per recuperare tracce di realtà.
Fra poco però, smarrendo il prezioso patrimonio di memoria della gente comune si correrà il rischio di lasciare il campo ad un simulacro di memoria unica alla costante e vana ricerca di equilibrio.
Qualche anno ancora lo abbiamo per raccontare le storie degli anni poco prima e durante la seconda guerra mondiale, periodo evocato spesso e con molti aspetti non ben raccontati.
Fra poco però, smarrendo il prezioso patrimonio di memoria della gente comune, si correrà il rischio di lasciare il campo ad un simulacro di memoria unica alla costante e vana ricerca di equilibrio.
Questo vale anche per il nostro passato più recente, che si sembra troppo vicino per poter andar smarrito.
Non è così.
Anzi, confido che non sia così, ma dovremmo cercare di raccontarlo.

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