Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Quattro chiacchiere con Enrico Borsarelli

Enrico Borsarelli (in mezzo)
Enrico Borsarelli (in mezzo)

Fa sempre particolarmente piacere fare quattro chiacchiere con qualche tifoso grigio doc, soprattutto se è il caso di Enrico con cui, oltre alla passione per i grigi, ho condiviso tante ore di nuoto. Sintomatico, a questo proposito, l’incipit della nostra conversazione, avvenuta in una di queste calde giornate di inizio estate, nella centralissima via San Lorenzo.
«Allora, hai smesso con il nuoto? Non ti sei più fatto vedere…»
Ma no, sai, ogni tanto è giusto tirare un po’ il fiato e praticare anche altri sport: ma adesso, con l’estate, mi rifarò… Allora, Enrico, parliamo un po’ della nuova squadra dei grigi che sta prendendo forma…
«Diciamo che ci sono molte aspettative per quest’anno e che la squadra che sta nascendo mi sembra buona: si, sono molto fiducioso!»
C’è ancora amarezza per l’anno scorso o sei tra quelli che pensano che, comunque, la squadra non fosse partita per vincere il Campionato e che quindi, ultime gare a parte, sia stata una stagione positiva?
«Beh, alla fine ci sono rimasto un po’ male, come tutti, del resto… Per come si era messa, potevamo vincerlo questo Campionato, essendoci trovati per ben due volte primi: certo, se la gara contro l’Albinoleffe non avessimo preso gol all’ultimo minuto… Me la ricordo ancora bene quell’azione: dalla Curva ero perfettamente in linea. Una rimessa laterale sbagliata, una punizione che non c’era, insomma due o tre eventi negativi di fila che hanno preceduto il gol. Uscendo dallo stadio, quel giorno ho detto ai miei miei amici: ‘Oggi abbiamo perso il Campionato’. E poi sono convinto che ai play-off vinca chi ne ha di più e noi, probabilmente, avevamo già dato tutto. Comunque, la stagione appena conclusa l’ho vissuta molto intensamente, anche per il fatto di avere visto tutte le gare in trasferta grazie a Sportube…»
Anche perché, tranne che in qualche caso – la gara disputata a Bassano in particolare -, spesso i Grigi hanno giocato meglio in trasferta che in casa (ridiamo entrambi, ndr.). Detto questo, ora sei contento di Scienza?
«Sì, molto. Me lo ricordo bene anche da giocatore e mi ha fatto un’ottima impressione, nel corso della presentazione fatta insieme a Di Masi che ho visto su Youtube. Il nuovo Mister mi è sembrato molto convinto e motivato. Ti ripeto, sono molto fiducioso per il prossimo campionato…»
Benissimo Enrico, ti ringrazio per la bella chiacchierata. L’unica cosa è che non mi hai ancora detto è da quanto segui i Grigi?
(Sorride, n.d.r.) «Eh, da tantissimi anni… Pensa che mi ricordo ancora quando Manueli era giovanissimo e giocava sulla fascia: era un’ala pura e saltava sempre l’uomo. Fortissimo. Gli anni ‘70 sono stati i più belli in assoluto, con la vetta rappresentata dalla promozione del 73/74; ma i Grigi li ho sempre seguiti, nel bene e nel male. E quest’anno sono sicuro che saremo ancora protagonisti!»

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