Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

altro colpo dei grigi: arriva boniperti dal mantova

Boniperti-573x280L’Alessandria ha comunicato di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Filippo Boniperti, prodotto della Primavera della Juventus e nipote di Giampiero Boniperti. Per l’esterno d’attacco classe 1991 contratto sino al 30 giugno 2017.

Continua a leggere l'articolo dopo il banner

Proviene dalle file del Mantova dove, nell’ultima stagione, ha disputato 25 gare mettendo a segno 3 gol.

Riportiamo un articolo apparso sul sito calciomercato.com del 26.12.14 dal titolo: Giovani promesse legapro: Boniperti il nipote d’arte cresciuto nella Juventus a firma di Davide Russo de Cerame.

“La storia di Filippo Boniperti è di quelle che lasciano pensare: nonostante il ragazzo sia nipote di Giampiero, ex attaccante della Juventus (dal 1946 al ’61) e attuale presidente onorario del club bianconero, è dovuto ripartire dalla Lega Pro, dopo essere stato scaricato proprio dalla società di suo nonno. PARTENZA COL BOTTO – Nato a Torino nel settembre del ’91, Filippo cresce nelle giovanili della Juventus, dove fa tutta la trafila sino ad arrivare alla squadra Primavera. E’ il 2010/11 quando il ragazzo compie il salto in prima squadra: inevitabili le voci che lo dipingono come un raccomandato e sopravvalutato, utili solo a destabilizzare chi, a soli 19 anni, ha tra i piedi l’occasione della vita. Il debutto con la maglia bianconera arriva in Europa League: ben 23′ contro il Manchester City, a cui poi si aggiungerà quasi un tempo, giocato contro il Napoli, all’ultima giornata di campionato. Due apparizioni che però non verranno mai più replicate: l’estate successiva infatti ha inizio un lungo peregrinare per Filippo, che lo porterà a rimanere addirittura senza squadra. TANTA SFORTUNA – L’anno successivo Boniperti junior passa all’Ascoli in Serie B: appena otto le presenze, con nessun gol all’attivo, che portano la dirigenza marchigiana a rispedirlo alla Juventus a gennaio. Immediato il suo passaggio al Carpi, in Lega Pro, dove l’esterno offensivo vive forse la sua migliore stagione, con la conquista della finale play-off, poi persa contro la Pro Vercelli: qui le partite giocate sono tante, ma il ragazzo timbra solo una volta il cartellino, troppo poco per chi dovrebbe vive per gol e assist. Avere sulle spalle il continuo fardello del paragone con suo nonno non è per nulla facile per Filippo (foto gazzettadimantova.gelocal.it): arriva per lui un’altra occasione, all’Empoli, ma è l’ultima da giocatore di proprietà esclusivamente della Juventus. A gennaio infatti Boniperti torna in bianconero e viene acquisito in comproprietà dal Parma: da qui parte l’ennesimo girovagare che non fa altro che destabilizzare un attaccante ancora giovane, e che non ha mai avuto la possibilità di ambientarsi per più di sei mesi in nessun posto. Le esperienze in prestito prima al Crotone, poi al Nova Gorica (società slovena satellite del Parma, dove segna quattro gol in 13 presenze) gli permettono però di arricchire il suo bagaglio di esperienza e di maturare. IL CORAGGIO NON GLI MANCA – Filippo capisce che non può continuare a essere prestato ovunque: così quando la scorsa estate il Parma riscatta la sua comproprietà dalla Juventus, piuttosto che finire in prestito nell’ennesima società, Boniperti decide di svincolarsi, avendo così la possibilità di scegliere liberamente dove accasarsi. Si allena da solo fino allo scorso novembre quando mister Ivan Juric lo chiama al Mantova: con lo sloveno è amore a prima vista. Filippo debutta col Bassano, fino a diventare titolare nelle ultime due partite, contro Real Vicenza e Albinoleffe, nel 3-4-3 schierato dal suo tecnico, agendo da esterno offensivo, il suo ruolo naturale: proprio contro i bergamaschi arriva la doppietta che può far ripartire la sua carriera. Il ritorno al gol in Italia (ne aveva segnato solo uno col Carpi) lo può galvanizzare: parliamo di un ragazzo che ha solo 23 anni, con una carriera ancora tutta da vivere. Certo, sognare di tornare alla Juventus è forse troppo, ma l’auspicio di rivederlo sul massimo palcoscenico calcistico italiano è tutt’altro che un’utopia per chi, come lui, ha dovuto sempre convivere, a suo discapito, con un cognome così pesante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *