Paolo Talpone: “Tifare Alessandria non ha prezzo”

talponeQuesta è l’ultima edizione del campionato, sperando di poter parlare di Grigi ancora per un po’, la scena di questa rubrica oggi è tutta di Paolo Talpone, tifosissimo grigio sempre presente sui social e sugli spalti. Iniziamo subito, caro Paolo.
Da quanto vieni allo stadio?
Ricordi la tua prima volta al Moccagatta?
«La prima partita vista al Moccagatta è stata Alessandria – Imperia, eravamo in C2 e avevo sette/otto anni. Contando che adesso ne ho 44, possi dire di aver passato tutta la vita a fianco dei Grigi.»
Cosa significa essere tifoso?
«Ti fare per me significa appartenere e credere in qualcosa che supera qualsiasi orizzonte, amare indipendentemente da tempo, luogo e persone che ci circondano, indipendentemente da categorie e delusioni! Poi tifare i Grigi… Non ha prezzo!»
Quali sono state la partita più bella e la partita più triste a cui tu abbia assistito?
«Per me la partita più triste, per quanto scontata possa essere la mia risposta, è stata la partita contro la Salernitana, play off 2010-2011… Partita persa ancora prima di cominciare, ma che aveva trascinato e portato con speranza e appartenenza. Il cuore grigio ha sofferto, sarà però una pagina di storia indimenticabile. La più bella invece è stata Alessandria-Verona, gol di Artico sotto la Nord, avevamo battuto una grande. Alessandria conquista una grande, diventando grande!»
Quale personaggio grigio ti e rimasto più impresso?
«Sarò scontato ma nel cuore porto Servili, portiere eccezionale ma soprattutto grande come uomo, è una figura importantissima per i Grigi e per Alessandria: la prova limpida e vivente di un’eccellente professionalità di tecnica e di animo.»
Quale coro porti nel cuore?
«È quello che fa: ‘Ricordo quando ero fanciullo, sognavo una maglia e un color e adesso che sono cresciuto, riprovo la stessa emozion. I Grigi che scendono in campo e segnano sotto la Nord: il cuore mi batte più forte, Alessandria mio unico amor’. Dà l’idea di una passione che ti accompagna per tutta la vita e forse ancora oltre.»
La trasferta più bella di quest’anno?
«La trasferta più bella di quest’anno è stata Pavia, eravamo in mille, faceva davvero freddo ma ci siamo scaldati come nostro solito. È stato davvero un momento bellissimo.»
Quale coreografia della Nord ti è rimasta più impressa?
«Di coreografie non ne ho in particolare, ricordo però molto bene quando negli anni Novanta andando in Nord c’erano tamburi e fumogeni… altro tifo!»
Un breve e ultimo commento sulla stagione di quest’anno?
«A luglio avremmo firmato per essere dove siamo ora, visto il campionato che stiamo facendo un po di rammarico c’è, però dobbiamo continuare a crederci. E se succedesse quella cosa lì… ma non diciamo nulla dai, pensiamo al Venezia e Basta! Hurrà Grigi!»

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