Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

il gioco dei promossi e dei bocciati

bollSilvio, siamo giunti alla fine del campionato ed è dunque tempo di bilanci…

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In realtà il campionato non è ancora finito e, tecnicamente, l’Alessandria l’anno prossimo potrebbe ancora calcare i campi delle serie B (anche se non ci crede quasi nessuno).

Addirittura?

Se battiamo l’Unione Venezia (cosa che è tutt’altro che impossibile) ci mettiamo in tasca il biglietto per i play-off e lì ce l’andiamo a giocare.

Però, almeno la soddisfazione di un bilancino me la potresti dare…

Vuoi che facciamo il gioco dei promossi e dei bocciati?

Facciamolo e cominciamo dall’allenatore.

Luca D’Angelo mi sembra una persona dalle ottime doti umane ed in buona armonia con la rosa dalla quale mi pare rispettato, ma anche benvoluto.

Detto questo, credo che la sua unica possibilità di ottenere la conferma (mediante stipulazione di un nuovo contratto essendo quello attuale in scadenza) sia la promozione in serie B: infatti, già l’estate scorsa era stato confermato all’ultimo e con qualche riserva data la qualità non proprio entusiasmante del gioco espresso.

Quest’anno credo che la società si guarderà attorno in caso di mancata promozione.

Cosa gli imputi?

Quando si giudica un allenatore bisognerebbe sempre verificare chi potrebbe fare di meglio con gli stessi uomini, però voglio dirti che non ho mai capito completamente la sua insistenza nel puntare sul 3-5-2 avendo a disposizione una rosa che a me è sempre sembrata più adatta ad un 4-4-2.

Parliamo di Di Masi

Di Di Masi non si può che dire bene: dimmi tu quanti presidenti ci sono in Italia, al giorno d’oggi, che spendono un sacco di soldi di tasca propria solo per assecondare una passione, senza secondi fini. Fino a che i fatti non dimostreranno il contrario, questa è la mia attuale opinione sul Presidente.

Dimmi un po’ di Magalini…

Luci ed ombre. Quando Magalini è arrivato è stato salutato da molti come l’uomo della provvidenza, ancor prima di vederlo all’opera, questo anche a seguito di una notevole campagna di demonizzazione nei confronti del suo predecessore Menegatti.

In realtà, l’Alessandria ha utilizzato per quasi tutta la stagione giocatori come Sirri, Sabato, Spighi, Mora, Marconi e Rantier, qui giunti nel periodo del vecchio Direttore Sportivo. Il lavoro di Magalini, di contro, è stato certamente ottimo con riguardo al pacchetto arretrato, dove sono arrivati Terigi, Sosa e Morero ma non ha risolto i problemi del centrocampo e dell’attacco. A centrocampo ritengo che nè Obodo nè Mezavilla abbiano convinto appieno e, in attacco, la miglior punta resta Marconi, mentre l’operazione invernale Iunco – Germinale ha destato più di una riserva.

Quindi?

Quindi Menegatti non era, a quanto pare, così incapace come qualcuno ha voluto far credere e Magalini non ha azzeccato proprio tutte le mosse. Detto questo, non voglio certo gettare la croce sul DS, ma voglio dire che non amo né le santificazioni, né le demonizzazioni.

Facciamo un’ultima battuta sul caso Guazzo.

Se Di Masi ha deciso di escluderlo per problemi di tipo comportamentale, non mi sento di criticarlo perché trovo apprezzabile che le dirigenze puntino anche a certe problematiche extracalcistiche. Detto ciò, è vero che i correttivi di mercato sono stati “sbagliati” perché Guazzo non è stato sostituito con una vera prima punta, ma è altrettanto vero che il fatto che con lui in campo adesso saremmo in testa alla classifica è tutto da dimostrarsi. E poi, i bilanci li faremo alla fine.

 

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