Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Grazie ai Cissaca Bulls

HG 01.02.15Grazie: plurale di grazia, dal latino: gratia, dai significati variegatissimi, fra cui amicizia, favore, piacevolezza, leggiadria, gratuità, e non ultimo gratitudine; infatti a sua volta deriva da gratus, grato. Quando si pronuncia un grazie, anche davanti al gesto apparentemente più piccolo, si appone un marchio di valore che nobilita oggetto e soggetto, un marchio complesso, consapevole, simbolo di amicizia, bellezza e piacere, di autentica riconoscenza; insomma di quella gratitudine che è propria di chi conosce l’intima statura delle cose, l’altezza vertiginosa a cui quel valore, riconosciuto, si eleva. (cit.) Arrivare a conoscere ‘l’intima statura delle cose’ è difficile. È un cammino che, se intrapreso da soli, è destinato a terminare dietro l’angolo. Ma, se la fortuna ci fa incontrare il nostro compagno di viaggio, non solo camminiamo e camminiamo, ma impariamo a camminare indossando le scarpe dell’altro. Per questo devo il mio GRAZIE ai Cissaca Bulls. Perché da due anni e mezzo mi hanno accolta con genuino e contagioso entusiasmo, invitandomi a camminare con loro. Oggi sono parte della mia vita, della vita di mio marito (grazie Davide) e, ultimo ma non ultimo, della vita di mia sorella Sonia che ha scoperto il vero significato dell’appartenenza indossando la divisa dei ‘Tori’. Trascorrere una sola giornata con gli special atleti è un’esperienza che ognuno di noi dovrebbe provare. Perché tutto è bello. E la bellezza ci salverà. È bello il giuramento degli atleti (‘Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze’), è bello e invidiabile l’impegno profuso. Sono belli i viaggi e le soste all’autogrill (a volte il momento più gettonato della trasferta!). E sono belli anche le litigate e i musi lunghi, perché fanno parte del gioco. È una meraviglia vedere interagire i partner con i ragazzi e con il coach. Ed è bello perché non vi è nulla di artefatto, nulla viene risparmiato in nome di una diversità che scompare per far posto al riconoscimento della persona: in quel momento si prova l’ebbrezza dell’altezza vertiginosa a cui certe persone possono condurci. Chi legge non pensi che sia tutto facile. Non è così. Occuparsi di una persona con disabilità è faticoso, complicato e ci mette spesso di fronte ai nostri limiti. Per ciò è una fortuna incommensurabile far parte de ‘La compagnia dei Cissaca’. Perché ricaricano le batterie che la quotidianità scarica impietosamente.

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Quindi GRAZIE. A tutti. Agli atleti, ai partner e, permettetemi, un grazie particolare a coach Petrozzi. Perché senza di lui tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie per quello che fai, ma soprattutto grazie per essere la straordinaria persona che sei.

Per me è un onore sentirmi parte dei ‘Cissaca Bulls’.

 

[Katia Salice – Responsabile ‘Area Famiglie’ Cissaca Bulls]

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