Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

I TRE MARTELLI E GIANNI COSCIA

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< La Musica che parte da Alessandria e gira, gira e rigira intorno al mondo >

di Antonino Freni

Stretto amalgama: un insieme di Folk&Jazz ed aggiungiamo: la ( Polka & il Tango) e, e: di più di  come recita la locandina, appesa nel “Folgorante ‘screen’” del MacAllè il teatro principe di Castelceriolo e dei Sobborghi dell’intero Piemonte. Con la ‘recitazione’ dell’ “Ansema” in una delle ormai indimenticabili esibizioni della rassegna musicale che di anno in anno si sovrappone con autorevolezza ‘autorale’ dei gruppi musicali ormai passati alla storia dell’oggi dello ieri e del domani: con  I Tre Martelli&Gianni Coscia “Ensamble” non si fa eccezione.

Pubblico sempre eccezionale e di eccezione per rimanere in tema con il preambolo di cui sopra.

E, allora si inizia con una < MazurTango > di origine (il che non guasta, figuriamoci)  “castelceriolese” sparsa  ( purtroppo in anonimato ) ai quattro venti ( anche ) in quell’Argentina maestra di maestria ‘tangueras’.  ‘Other Americas”. Seguiranno addentellati storici con il pezzo su  ‘Cavour’ che non necessariamente ci parla del grande statista; ancora a seguire il Traghettatore ‘Caronte’ incarnato  dallo stesso G.Coscia: così definitosi agli albori della propria  carriera  ‘artistico lavorativa’. Segue lo “Sbrando o il Brando” e  lo  ‘Schottisch’ che non sottintende necessariamente e direttamente un ‘prodotto’ scozzese come asserisce perentoriamente il maestro G. Coscia. Scriviamo queste poche righe dopo aver assistito all’intero concerto che guarda caso ( quando gira intorno  piacevolezza ) finisce molto presto.  “L’Attimo è davvero Fuggente” e fuggitivo ma lo tratteniamo con un respiro godurioso, collettivamente ‘orgiastico’  per tutta la ‘recitazione’: a tratti quasi teatrale vista l’atmosfera che ‘circolava’ nel Tempio dello Spettacolo per eccellenza.  Il tempo sembra volere scorrere velocemente nonostante il piacere che ci intratteneva e <L’ Eccellenza > almeno nella musica veniva assicurata. Adesso: aspettiamo risvolti calcistici favorevoli che possano catapultarci nell’eccellentissima serie “B”. La serie “A” non la proponiamo, rimaniamo modesti e “Stiamo Sereni” per dirla coi “Modà” dell’attualità.

Il pezzo più fluorescente a detta dei più Tanti rimane il “Galantòne” cantato magistralmente dalla  bella giovanetta  fiera e dolce vocalist Elisabetta Gagliardi accompagnata dall’altro formidabile intrattenitore canoro Vincenzo “Chacho” Marchelli: all’ occorrenza: voce solista, presentatore e divulgatore di aneddotti. Aneddoti di:  e, con formidabile presa sugli affezionati fruitori del Macallè. Un superlativo Bravo’ e un applauso corale a questo ‘Gentleman’ dell’ “Ansema”,  per l’occasione.

Gianni Coscia dopo un breve ‘excursus’ sulla propria magistrale carriera: delineatasi  con chiara fama:  delizia gli spettatori con  i propri autobiografici trascorsi. E, la leggenda vivente si dipana con assoluta maestria. Applausi scroscianti per Lui e per tutti gli altri Componenti. In un accorato ed acclamato assolo fluentemente scorrevole salta su pezzi unici inediti che girano intorno ad una complessità musicale effettivamente di grande spessore, alla fine del ‘Puzzle’ musicato: scroscianti applausi. Meritati e meritatissimi  ( anche ) per tutto il Gruppo sempre e comunque.

Non è superlativamente facile vedere e sentire  suonare la Ghironda e la Cornamusa Scozzese con il Flauto Leggero con tonalità e Folklore di così inusitata bellezza.

Questi due soli strumenti ( immaginateli assemblati con il resto )  risplendono e folgorano di luce propria da ‘settimo cielo’: Un vero e proprio ‘Spleen’ concertato e concentrato sulla più gradevole e spettacolare e coinvolgente “Cansôn Piemônteise”.  Bella, anzi superlativa l’altra stupenda voce solista della mitica Betti Zambruno perfettamente inserita nello Storico Gruppo musicale. Un’altra eccellente Solista che da sola meriterebbe palcoscenici di superiore livello, se di superiore livello potessero esistere altre ambientazioni sceniche.

Il ritorno dei Tre Martelli al Macallè dopo l’iniziale esibizione di circa due decenni or sono è stato festeggiato nella migliore maniera: con un tributo corale di musiche, canzoni e applausi veramente scroscianti. E, vogliamo ricordare ancora: lo storico Gruppo non ha ostentato trionfalismi e se lo avesse fatto chissà quanto altro entusiasmante coinvolgimento.

Ricordiamo qui di seguito i favolosi componenti dei magnifici Concertisti pregio e vanto della nostra città:

Renzo Ceroni al bassetto, chitarre / little double bass, guitars;

Enzo G. Conti alle fisarmoniche diatoniche / melodeons;

Paolo Dall’Ara alle cornamuse, flauti/bagpipes, flutes;

Matteo Dorigo alle Ghironde / hurdy-gurdies;

Andrea Sibilio – violino, viola, mandoloncello / mandocello

E, così:   ( con una musica in crescendo) al prossimo concerto  ( e perchè  ) no! Tra venti anni e se tanto ci da tanto.  Vorremmo rivederVi tra centanni!!! (.) E, se questo concerto e il completo Gruppo Musicale e il favoloso pubblico del teatro sono anch’essi il Sale della Terra: gustiamoci:  < < IL SALE DELLA TERRA > di WIM WENDERS un capolavoro filmico  di  incommensurabile bellezza  che chiunque dovrebbe visionare ( per primi tutti i governanti e i potenti della Terra ) per comprendere la bellezza della Gente e del Territorio. Così la “Saggia Saggezza” al Potere!!! (.)

Non più la fantasia al Potere visti i guasti cagionati che si perpetuano di giorno in giorno:

ma: … la re-distribuzione de < Il Sale della Terra  >.

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