Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

“ODI ET AMO”

Amore e odio. Le prime due parole che mi vengono in mente quando vedo Matteo Guazzo. Perché? Beh penso sia abbastanza evidente.
Da sempre questa piazza ha visto questo pericoloso giocatore con un ‘pedigree’ anti-Alessandria come una grande, grandissima minaccia. Grande sicurezza, grande dimestichezza, grande ego, grande talento. Matteo Guazzo non è mai stato l’avversario preferito dei tifosi Grigi, che da sempre se lo ritrovano davanti proprio quando, le sue origini, dovrebbero affermare il contrario. Guazzo le ha girate tutte le nostre più ardue avversarie: Casale, Varese, Como, Salernitana… Manca giusto  lo Spezia, se no l’esilio sarebbe stato assicurato. Inaspettatamente al suo passato però, si è ritrovato, o meglio, ce lo siamo ritrovati qui. “Un po’ come Taddei” c’è chi afferma. Ma bisogna dire che tra Taddei e Guazzo, la differenza è tanta, e non si parla solo di fisico e di doti calcistiche.
Oramai Guazzo è la delizia del Moccagatta. E, letta da un tifoso degli anni scorsi, capisco che questa frase possa suonare ancora strana, nonostante siano passate già dieci giornate di campionato. Obiettivamente, Guazzo all’Alessandria è una di quelle contraddizioni che più contraddizioni di così non si può. Come il caldo e il freddo, come il bianco e il nero, come Alessandria e Casale, per l’appunto. Eppure questa enorme contraddizione sta funzionando. Sta funzionando egregiamente. Chi se lo sarebbe mai immaginato?
La Curva Nord di Alessandria incita e sostiene Matteo Guazzo. Matteo Guazzo segna e urla felice sotto la Nord di Alessandria. Alessandria festeggia le reti del suo nuovo e invidiabile bomber grigio. Non è assurdità, é pura realtà. E speriamo che questo matrimonio proceda sempre meglio. Perché se il rapporto Alessandria-Guazzo gira come sta girando ora, significa che noi tifosi da dieci anni a questa parte, di giocatori non ci abbiamo capito proprio una mazza.

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