Hurrà Grigi

Quindicinale di calcio e non solo

Franco Notte: “Solo Grigi, dalla radio ai social”

franco notte 1Eccoci di nuovo insieme, questa volta con Franco Notte. Carissimo Frenk, iniziamo subito:
Da quanto vieni allo stadio? Ricordi la tua prima volta al Moccagatta?
«Seguo i Grigi da quando sono piccolino, è mio papà che mi ha trasmesso questa passione. Non ricordo esattamente la mia prima partita, ma ho sicuramente un ricordo indelebile di un’Alessandria-Parma, con un Moccagatta stracolmo di gente. Io ero un bambino con la sua bandiera, soffocato da quella enorme folla. Eppure è da lì che probabilmente scattò tutto. Provai davvero qualcosa di forte. Ho sempre abitato a metà di via Guasco, andavo alle elementari alla Bovio, e alla domenica pomeriggio mio papà, tre quattro miei compagni ed io andavamo tutti assieme allo stadio.»
Cosa significa per te essere tifoso?
«Per me essere tifoso significa essere sempre in sintonia e in contatto con i Grigi. I Grigi davanti a tutto. Non ci sono mister squadre o presidenti che tengano. Sono cresciuto davanti alla radiolina, da cui si sentiva ciò che si sentiva, poi è arrivato Televideo. È stata a lungo un’agonia. Con i mezzi di comunicazione di oggi invece è tutto più semplice: le notizie arrivano praticamente in diretta, che si tratti di partite o di calcio mercato. Ci si cambia opinioni sui social, le news girano e si commentano. È tutto meno complicato e più attivo.»
La partita più bella e la partita più triste.
«La più bella è stata Alessandria-Pavia con il gol di Pasquali a fine del secondo tempo. Questo centravanti devastante aveva quasi sfondato la rete. Un giocatore strabiliante. Le più tristi sono state lo spareggio contro la Reggiana a San Siro (ero un ragazzino ed è stata la mia prima partita a Milano) e quel lo di Modena contro il Prato. Tanta delusione…»
Sono partite che ahimè non ho potuto vivere, non ho avuto questo onore. Sono stati tanti gli aneddoti, tante le emozioni riportate. Sono partite che rimangono nel cuore anche se non vi si è partecipato. Rimangono nel cuore però anche i protagonisti vecchi e nuovi.
Qual è il giocatore che più ti ricordi volentieri?
«Ne devo dichiarare anche qui più di uno. Il mio primo grande mito è stato Francisco Ramon Lojacono. Questo omone batteva delle punizioni mai viste. ‘Al cuore Ramon, al cuore’ è una delle frasi che mi sono rimaste più impresse. Mi ero affezionatao tantissimo anche a Lorenzetti, che è mancato da poco. Tutti dicevano ‘un po’ Rivera, un po’ Benetti’. Non posso non ricordare Marescalco e negli ultimi anni, Artico.»
Nomi importanti, che mettono i brividi a leggerli tutti assieme. Lojacono è stato protagonista di tante storie. Per non parlare di Lorenzetti! E poi, chi non ha in casa una foto di Marescalco? E tutti i video con le perle di Artico? I nostro interpreti li hanno avuti in pochi… i nostri tifosi, manco a dirlo!
Quale coro porti nel cuore? Perché?
«Il coro che porto nel cuore, beh, è l’ultimo ideato dalla curva. È un coro che ci porterà in alto. È stato ideato in un momento molto focoso e acceso, è la sincerità fatta a coro. È così: siamo tanto deficienti da non poter stare senza i Grigi.»
È un coro vivace, allegro, mette di buon umore, trasmette energia e calore. Ci servirà per scaldare gli animi quando saremo fuori dalle mura amiche…
La trasferta più dura di quest’anno secondo Franco Notte.
«Saranno tutte difficili. Vicenza, alla quale ho personalmente partecipato, è stata davvero tosta. Ogni trasferta è una sorpresa inaspettata, tanto piacevole quanto spiacevole. Ora come ora il Como non scherza, primo in classifica lotterà con i denti e con gli artigli. C’è anche da dire che noi siamo l’Alessandria, tutti cercano di spremersi contro di noi, non è semplice ritrovarsi davanti l’Orso Grigio.»
Sarà un campionato impegnativo, la cosa però non scoraggia nessuno…
Dai un consiglio alla nuova dirigenza.
«Io non sono né allenatore né uomo di calcio, quindi non esprimo giudizi. Posso però incoraggiarli a non smettere di seguire e di puntare agli obiettivi pre imposti. Noi ci crediamo, loro ci credono, non dobbiamo distrarci, dritti per la nostra strada, in ogni progetto, sotto ogni aspetto. Siamo l’Alessandria, dobbiamo crescere per ritornare quelli di un tempo. Tutti insieme.»
Commento lampo sulla partita che ci aspetta.
«Sarebbe bene consolidare questa striscia relativamente positiva con un bel risultato. Tre punti in casa sarebbero l’ideale, per scaldare ancora un po’ gli animi, per aspettare sereni il Savona e per vedere il Moccagatta vivo come nelle ultime gare. Andiamo a vincere. Adöss Grison!»

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