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Teatro ad Apricale

estate 08 114Non so se possa esistere Apricale senza il teatro. Ugualmente mi domando  il contrario. Il dedalo di carrugi che si inerpica e ripido ridiscende seguendo il bizzarro colle su cui è adagiato, è un palcoscenico perfetto per mettere in scena personaggi e storie nel cuore dell’estate. Ogni anno in agosto, stelle e  riflettori si accendono su questo piccolo paese  dell’entroterra ligure e con spettacoli itineranti sempre diversi, centinaia di persone si riversano nella cornice della piccola piazza di Apricale per ascoltare una nuova storia.

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C’è un’atmosfera particolare che precede l’inizio dello spettacolo. Aleggia sulla piazza, tra la gente, nel brusio che accompagna la trepidante attesa della primiera scena. In piedi o seduti sui muretti che abbracciano la piazza, ancora caldi dalla giornata appena trascorsa, si inganna il tempo stando a guardare gli attori che si mescolano tra la gente. Anche questo è teatro. Un assaggio fuori dal copione, magari scambiando qualche chiacchiera con loro,  scoprendo solo dopo la loro vera identità.  Mentre alcuni attori intrattengono il pubblico, altri, dalle finestre del primo piano del palazzo municipale, sono alle prese con il trucco. Preparano il personaggio che da lì a poco andranno a interpretare, sotto gli sguardi attoniti degli spettatori e nel tepore delle prime luci della sera.

La gente intanto cresce a vista d’occhio. Come un fiume in piena si raccoglie al centro della piazza da cui lo spettacolo prende vita e innesca a sua volta il contemporaneo avvio di tutte le stazioni teatrali disseminate nel borgo. A turno in gruppi di spettatori verremo trasportati dai personaggi, nelle storie di mondi lontani, epici e fiabeschi rispolverando e alcune volte rivisitando le opere delle letteratura classica da cui le storie stesse attingono.

Andremo al cospetto di antichi eroi che ci parleranno delle loro gesta, del loro potere, consegnandoci un perfetto dipinto del mondo antico e, con allusioni a quello attuale, proveranno a darne un senso. Ci muoveremo in salita e poi invertiremo la direzione sempre dentro claustrofobici carrugi di pietra con lo scalpitio dei nostri passi sull’acciottolato che ci seguirà fino alla prossima stazione.

Incontreremo il teatro dei cattivi e dei viziosi, bramosi di influenzare la vita degli spettatori. Con la crudeltà delle loro azioni, ci traineranno verso le tentazioni più disparate nonostante ci facciano intendere, con la loro esplicita arroganza e la loro presunzione,  quanto conoscano la natura umana e la nostra innata inclinazione per i peccati.

Indietreggeremo dinanzi all’indovino che vorrà leggerci il futuro e svelarci il nostro passato guardandoci dritti negli occhi.

E chi non ha mai conosciuto nella vita un venditore di illusioni? Più o meno tutti, almeno una volta, abbiamo pagato il prezzo della nostra ingenuità!

Ci aggiriamo come nottambuli dentro strani sogni  che hanno come protagonisti avari,  traditori e  traditi, codardi e  egoisti i quali esorcizzano le storie in cui è il buono a trionfare sul cattivo. Il lieto fine è lasciato alle fiabe, mentre le storie di Apricale si fondano sulla narrazione dei sentimenti del’uomo, intrecciandosi alle sue debolezze e ai suoi limiti. Un viaggio interiore nel contorto animo umano che ben si ambienta nell’intrico dei vicoli di questo splendido paesino dell’entroterra ligure.

E una volta esaurito il giro delle visite la piazza si ripopola per ascoltare la morale della storia e per l’atteso gran finale in cui tutti i personaggi cantano e sfilano dinanzi al pubblico per raccogliere l’applauso che si ripete più e più volte e poi…. si spengono le luci e non resta altro che aspettare la prossima storia.

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